Da decenni i balli latino-americani conquistano persone in tutto il mondo grazie alla loro energia, passione e senso di libertà. Salsa, bachata, mambo e altri ritmi non sono semplicemente passi di danza: rappresentano un modo per connettersi con la musica, con gli altri e con sé stessi. È proprio per questo che sempre più persone entrano nelle scuole di ballo alla ricerca di attività fisica, di una comunità o semplicemente di una nuova sfida.

Una delle persone che da anni trasmette con successo questo amore per la danza è Manuela Mišan, artista della danza, insegnante e direttrice di una scuola di ballo. Si è laureata presso la Facoltà di Kinesiologia dell’Università di Zagabria, indirizzo danza, aggiungendo così una solida preparazione accademica alla sua ricca esperienza pratica. Attraverso il suo lavoro promuove costantemente la danza come strumento di crescita personale, espressione e connessione tra le persone.

La danza forse inizia con un primo passo, ma per Manuela Mišan rappresenta molto di più. Nel corso degli anni ha costruito una comunità in cui la danza non è solo attività ricreativa, ma anche uno spazio di crescita, fiducia in sé stessi ed espressione autentica. Proprio per questo la sua storia ci mostra che il successo nella danza non nasce soltanto dal talento, ma anche dalla dedizione, dalla pazienza e da un sincero amore per il movimento.

Abbiamo parlato con Manuela del suo percorso professionale, delle sfide legate alla gestione di una scuola di danza e dei valori che la danza può trasmettere alle persone.

IL LUOGO DOVE ERO PIÙ ME STESSA
– La danza non è mai stata soltanto un hobby per me. Quando ho iniziato, era il luogo in cui mi sentivo più autentica. Con il tempo ho investito sempre di più nella formazione, nei workshop e negli allenamenti, e ho capito che non volevo scegliere una strada più sicura. Ho semplicemente deciso di provarci e trasformare questa passione in una professione. Poco alla volta, è diventata la mia vita.

IL PASSO PIÙ DIFFICILE
– La parte più difficile è stata l’inizio. Investire tantissima energia senza avere alcuna garanzia di ritorno. Soprattutto nella costruzione di una comunità e della fiducia delle persone. Ho superato questa fase rimanendo fedele al mio stile e ai miei valori, concentrandomi sulla qualità piuttosto che sulla quantità.

BALLERINA O DIRETTRICE
– Essere una buona ballerina significa comprendere il corpo, la musica e il movimento. Gestire una scuola, invece, richiede competenze completamente diverse: lavorare con le persone, empatia, organizzazione e persino marketing. La differenza più grande è la responsabilità. Non lavori più solo per te stessa, ma per l’intera comunità.

TALENTO O DISCIPLINA
– Il talento può aprire le porte, ma è la disciplina a mantenerle aperte. Ho visto molte persone talentuose non riuscire a raggiungere i propri obiettivi perché mancava loro la costanza, e viceversa. A lungo termine vince sempre chi continua a presentarsi e a lavorare su sé stesso.

L’AMORE PER LA DANZA
– Sinceramente, ci sono stati periodi in cui ero stanca e la danza sembrava più un dovere che un piacere. Tuttavia non ho mai perso quella scintilla. In quei momenti mi concedo una pausa, cambio approccio oppure semplicemente ballo senza obiettivi, solo per me stessa.

COSTRUIRE LA FIDUCIA IN SÉ STESSI
– Il primo passo è far sentire le persone al sicuro, senza giudizi e senza pressioni. Iniziamo con cose semplici, costruiamo piccoli successi e ricordo continuamente che sbagliare è normale. La parte più bella è vedere qualcuno passare dall’insicurezza alla capacità di esprimersi davvero attraverso il movimento.

SOCIAL MEDIA E DANZA
– Mi colpisce il fatto che spesso venga valorizzato ciò che appare bene davanti alla telecamera, invece di ciò che è realmente di qualità e costruito attraverso il lavoro. Tutto deve essere veloce, virale e perfetto. Ma la danza non è questo: la danza è un processo.

LA LEZIONE PIÙ IMPORTANTE
– Ho imparato che non bisogna essere perfetti per avere valore. La danza mi ha insegnato ad accettare me stessa, i miei errori e il mio ritmo. Questo ha cambiato il mio modo di vedere la vita, non solo la danza.

ARTE E IMPRENDITORIALITÀ
– Non è sempre facile. A volte prevale l’una, a volte l’altra. Cerco consapevolmente di ritagliare del tempo per la creatività, perché senza di essa perderei il senso di tutto. D’altra parte, la disciplina nella gestione del lavoro mi permette di avere lo spazio necessario per l’arte.

SE DOVESSI RICOMINCIARE DA ZERO
– Se oggi dovessi ricominciare da zero, senza pubblico, contatti o formazione formale, mi concentrerei sulla costruzione della mia identità attraverso il lavoro quotidiano e la condivisione costante dei contenuti, soprattutto sui social media. Parallelamente cercherei attivamente opportunità di collaborazione, volontariato ed esibizioni per acquisire esperienza e visibilità. Credo che qualità, perseveranza e autenticità permettano sempre di ricostruire una rete di contatti e creare nuove opportunità.