La poesia è sempre stata una silenziosa, ma potente compagna del cuore umano. È sussurro e grido, luce e ombra, il momento in cui ci fermiamo e riconosciamo noi stessi. Nei versi troviamo l’ineffabile come i desideri, le gioie, i dubbi, gli amori e tutte quelle vibrazioni dell’anima che talvolta è difficile tradurre nel linguaggio quotidiano. La poesia ci insegna ad ascoltare, osservare e sentire più profondamente. Ci riporta alla semplicità, ma apre anche spazi d’infinito.

In quello spazio di parole e silenzio ha costruito il suo percorso poetico anche Diana Erman, i cui versi sono permeati dalla terra natale, dalla spiritualità, dalla natura e da una forte emozione interiore. Dai primi giorni di scuola, quando il quaderno e la matita sono diventati le sue fedeli compagne, fino all’espressione poetica matura, la sua creazione è stata segnata da sincerità, calore e dedizione alla parola. Premiataa già in gioventù, attiva nelle sezioni letterarie e teatrali, Diana ha costruito gradualmente la sua voce riconoscibile, una voce che rimane delicata, ma costante.

Nel seguito, immergetevi insieme a noi nei pensieri, nei ricordi e nelle risposte che rivelano come nascono i versi, da dove proviene l’ispirazione e che cosa significhi la poesia per Diana Erman, poetessa che la vive con tutto il cuore.

INIZIO DELL’AMORE VERSO LA POESIA
– Ricordo che nei primi anni di scuola un grande quaderno rosa con copertina rigida e una matita sono diventati le mie fedeli compagne. Nel quaderno ho iniziato a scrivere i miei primi versi in dialetto ciacavo e in lingua croata standard. Ricordo che la prima poesia portava il titolo Tići. In qualche modo LEI, la poesia, mi ha accompagnata durante tutta la mia crescita e formazione, dalle scuole elementari al liceo, più tardi anche all’università. Quanto amavo immensamente recitare poesia, tanto – e ancora di più – coltivavo l’amore verso di essa. Così mi sono unita alla sezione teatrale e letteraria e ho cercato di annotare ogni momento di ispirazione. Ricordo che nella sezione letteraria eravamo solo in pochi e amavo ogni nuova sfida di creare un nuovo essere, la poesia. Per due anni consecutivi sono stata insignita del premio “Laurus nobilis”, il che ha dato slancio e stimolo ai successivi scritti poetici. Al liceo, uno dei momenti più belli per me era scrivere il tema in classe e scegliere un determinato argomento e naturalmente aiutare a dare forma a qualche pensiero o idea ai compagni di classe. Questo mi riempiva immensamente e mi rendeva felice. Alla fine del percorso liceale sono stata onorata e orgogliosa quando la mia insegnante ha letto un estratto del mio tema come pensiero guida e idea per tutti noi che stavamo voltando una nuova pagina nella vita.

INSPIRAZIONE ED EMOZIONI
– Direi che la poesia trova la strada verso di me sia quando sono malinconica, avvolta dalla tristezza, sia nei momenti di gioia ed entusiasmo. Mi ispira la vita stessa, la sua profondità e complessità, i mutamenti naturali, la terra natale, le persone che incontro, le impressioni che assorbo, le emozioni che si imprimono in me durante una nuova esperienza di vita. Una scena che registro a occhio nudo o con una fotografia può diventare lo slancio per futuri versi. Ritengo che tutta la mia infanzia e crescita, i primi innamoramenti, la nostalgia, la crescita spirituale, siano stati la base della mia scrittura.

PICCOLI RITUALI DELLA CREAZIONE
– L’ispirazione in qualche modo mi trova senza che io mi prepari in modo particolare. Ma tutto ciò che hai menzionato, un buon caffè profumato, il silenzio o semplicemente il suono del mare o il cinguettio degli uccelli e il movimento del vento tra le chiome degli alberi, così come un ampio repertorio musicale, sono buoni leitmotiv per la creazione e per il flusso dell’ispirazione. In generale, è bene annotare l’intonazione iniziale dell’ispirazione su un pezzetto di carta o nel cellulare; perché quel “ricorderò questo fantastico pensiero, non c’è possibilità che svanisca”, svanirà nell’oceano degli eventi, se non mi fermo e non abbozzo con le parole quel vortice ispiratore. Spesso accade che l’ispirazione mi colpisca e che in un solo giorno scriva, per esempio, tre poesie, e poi seguano alcuni giorni di quiete e così questi cicli ispirativi si susseguono in modo irregolare. Raramente modifico le mie poesie. Germogliano da me e generalmente sono già quell’insieme compiuto al quale eventualmente, con il tempo, concedo una piccola modifica.

VERSO COME SPECCHIO
– Sono moltissimi i versi nei quali si riflette la mia interiorità, perché scrivo da impulsi interiori, fermenti, turbamenti. Sono descrizioni figurative ma come esprimere l’anima. Talvolta forse è più facile dipingerla, cioè trasferirla sulla tela, in colori e texture. Se dovessi scegliere proprio un verso specifico, cosa molto difficile, perché ci sono molti versi mosaico che sono lo specchio delle emozioni; forse potrei evidenziare questi da diverse poesie:

Sii dolce con te stessa come la luna
Nella lunga notte invia corde di tenue splendore
Bagna la tua anima di bontà
Lava il tuo spirito con semplice bellezza….
… Sono sempre al secondo posto
Da qualche parte tra il battito d’ali di una farfalla
Verso petali e nettare
immobile assorbo la bellezza…
… Inebriata da Te
Cammino sulla terra rossa
Mi rotolo sull’erba verde
E di nuovo sono Bambina
E davvero sono Donna
Mentre mi inebrio sulle
Rive della Tua Anima…

E parte dell’inno dedicato alla nostra città di Parenzo

… Il tramonto quando silenzioso su di essa scende…
Vibrano forse in te alcune corde assopite?
Senti o semplicemente comprendi…
Senza la marea che si ritira non sapresti apprezzare le alte maree dentro di te.

PERSONALE E IMMAGINAZIONE
– Sarebbe molto audace dire che ogni mia poesia è un frammento della mia autobiografia. Lì dove la realtà si è fermata, l’immaginazione ha fatto un passo avanti così che si tratta di un intreccio di storia personale e fantasia che, sulle sue ali, non conosce ostacoli.

LA BELLEZZA DEL QUOTIDIANO
– Nella vita quotidiana mi ispirano più spesso il mare, le montagne, i boschi, i prati, gli animali, le persone particolari e semplici che incontro, i rituali più semplici e i momenti in cui sono presente e per i quali sono grata. Amo particolarmente i tramonti, così che anche essi diventano fonte di motivi per la poesia. Mi ispira e mi guida la gioia che possono risvegliare in me gli incontri che vivo come dono e motore di creazioni e creatività. Mi ispirano i bambini dai quali sono circondata e che mi spingono verso un oceano di risate, pazienza e gratitudine. Mi ispirano quei luoghi speciali che appartengono alle bellezze naturali.

INTERPRETAZIONI DIVERSE
– In quel momento mi sento molto ricca, con un sorriso felice sul volto. La poesia è la mia fedele compagna e, se oltre a me porta a qualcun altro un elemento di gioia, slancio, riflessione, una prospettiva diversa – ne sono grata e onorata di ascoltare visioni e versioni da un’angolazione totalmente diversa. La poesia è lì per fluire verso l’altro come un fiume in piena e quel flusso è affidato alla libertà. Ognuno di noi è così originale e unico e, proprio per questo, le nostre percezioni sono diverse. In questo sta la bellezza e la particolarità.

MESSAGGIO A ME DA GIOVANE
– A quella bambina per la quale “Cenerentola”, “La piccola fiammiferaia” e “La sirenetta” erano le fiabe più amate direi: “Bambina, continua a danzare la tua poesia sul lato soleggiato del prato e della strada, coltiva quei boccioli che ti sono stati donati, annaffiali e canta loro sinceramente dal cuore, perché credimi – quando crei con il cuore questo si sente e tocca l’altro con una traiettoria inaspettata.”.