

Jelena Vuković, atleta paraolimpiade, è una donna che a molti può essere un modello di vita, sia per i suoi successi sportivi e lavorativi sia per il suo modo di pensare.
Nonostante il suo handicap, Jelena guida la macchina, compete in grandi competizioni mondiali, facendo tutte le cose avrebbe paura di fare una persona senza il handicap. Oltre ai suoi impegni sportivi e lavorativi, Jelena fa anche volontariato per l’Associazione di distrofia muscolare d’Istria. Il suo carattere è la sua virtù più forte, e ciò che le dà più potere sono la fede e l’amore.
Con una conversazione leggera, ci ha detto ciò che le dà la sua forza e l’energia, quali sono le sue attività settimanali, su cos’è orgogliosa ed il suo punto di vista riguardo l’azione che s’è svolta l’anno scorso per i fondi per la sua nuova sedia a rotelle.
LA FORZA NELLA FORMAZIONE
– Sono stato attivamente un’ atleta dal 1996, prima ho giocato a pallacanestro. Dopo tre anni di pausa, perché sono finita su una sedia a rotelle, sono di nuovo ritornata in atletica. L’ atletica mi scorre nelle vene. Quando decido di non praticarla più perché non mi va, vedo il disco, una palla, un concorso e di nuovo la volontà è presente. Semplicemente si tratta di una parte di me, il mio modo di vivere. Dato che regolarmente m’ alleno, la ricompensa la ricevo con le medaglie. La forza mi viede dalla fede e l’amore, ed è questo quello che mi porta avanti.
VIVACITÀ NELLA VITA QUOTIDIANA
– La vita è fatta di piccole cose. Noi viviamo per la fede, da qualche sorriso, abbraccio e l’amore. Cerco a tessere i fili della mia vita con la fede, speranza, amore, sorrisi e musica. Queste sono le note per le quali ogni giorno suono. Non vedo l’ora di ogni nuovo giorno, non importa quanto è stato difficile.
ATTIVITÀ SETTIMANALI
– La mia settimana ora è un po’ faticosa. Lavoro tutti i giorni dalle 8 alle 16, e come i giorni sono brevi, la formazione che ho iniziano adesso alle 16:30, al fine di finire prima del buio. Mi alleno tre volte alla settimana, per un’ ora, ma non appena il giorno si prolungherà estenderemo gli allenamenti tutti i giorni tranne la domenica. Di solito il fine settimana lo passo in viaggio da qualche parte, o a causa di questo sport, o per motivi privati. Sto cercando in tutta sta storia di trovare sempre un po’ di tempo libero per me stessa e fare qualcosa che mi soddisfi e mi renda felice.
La domenica suono nella Chiesa, ed è un momento speciale per me, mi riempie e mi trasporta attraverso tutta la settimana. Se non suono di domenica, tutta la mia settimana mi sento in qualche modo vuota. Ogni caffè con gli amici mi restaura. Ho anche un bellissimo figlioccia, con la quale adoro passare il tempo. Questa bambina mi riempie totalmente. È una grazia speciale.
PAURA D’ALTEZZA
– Ho paura delle altezze. Tutto il resto non mi fa paura, e so che qualcuno dall’alto vede tutto, come direbbe Balašević.
ORGOGLIO PER LA MEDAGLIA DEL 1998
– Sono orgogliosa per la mia prima grande medaglia, Birgmingham 1998, oro nel disco ed il nuovo record mondiale, poi ogni medaglia nei Giochi Paralimpici di Atene del 2004, quando ho vinto il bronzo nel lancio del disco e realizzato il sogno d’ogni atleta; di prendere una medaglia alle Olimpiadi.
Una medaglia, che ha un posto speciale oggi, è l’oro a Berlino dell’anno scorso. La mia prima medaglia da quando sono in una sedia a rotelle. Ho segnato un nuovo inizio, ho mostrato che è ancora possibile. Ogni evento porta la sua, e ognuno è bello ad un suo modo, anche quando si perde, si impara qualcosa di nuovo.
AZIONE PER I FONDI PER LA NUOVA SEDIA A ROTELLE
– In tutta questa storia m’ha stupita la cattiveria e l’invidia umana, ma guardiamo in modo positivo, il denaro s’è raccolto, la sedia a rotelle è stata ordinata e dovrebbe arrivare da un momento all’altro. Spero che sarà ok, che mi ridurrà il dolore, e sarà più facile lavorarci, ma per altro, la vita va avanti con i commenti maligni ed anche senza di loro. Sono stati in molti ad attivarsi in questa azione di sostegno. Le persone che hanno pagato 10 HRK, hanno dato sé stessi, li ringrazio, e ringrazio tutti coloro che in questi tempi duri hanno separato un po’ di soldi per donarmi la mia sedia a rotelle.
