Alcuni possono darsi solo un ruolo nella vita e svolgerlo per tutta la vita, mentre altri esplorano se stessi attraverso vari ruoli per trovare il proprio equilibrio, ovvero quello che li soddisfa. La costante esplorazione di sé stessi e del proprio equilibrio si lega al carattere dell’attrice e cantante Marina Žužić.

L’abbiamo conosciuta grazie alle sue capacità musicali molto tempo fa, ma da un paio di anni Marina ha iniziato a praticare la sua carriera di attrice, che sostanzialmente soddisfa tutto ciò di cui Marina ha bisogno. Attraverso la recitazione, come ci racconta anche Marina, riesce ad esprimersi attraverso la recitazione, la danza e il canto, e attraverso i vari ruoli che interpreta, riesce pian piano a scoprire quelle parti della sua personalità che prima non conosceva. Si dice che se riconosci e scopri te stesso completamente, allora hai scoperto l’intero universo. Attraverso una leggera conversazione, abbiamo scoperto com’è l’attuale vita quotidiana di Marina e verso quali traguardi ha indirizzato i suoi interessi.

UNA PERSONA CHE LAVORA MOLTO

– Sono diventata una di quelle persone che, quando qualcuno chiede cosa sta facendo, possono solo rispondere che sto lavorando molto. In realtà, la novità più grande nella vita è la mia voglia di trovare l’equilibrio. Posso dire che lavoro molto, ma ho anche una qualità di vita, relazioni e vita sociale migliori rispetto a prima. Mi trovo a Zagabria per la maggior parte del tempo e faccio il cabaret al Kontesa, il club di teatro comico di Miro Ungar, sono anche all’accademia e stiamo facendo uno spettacolo per bambini all’Eurokaz, e ora stiamo organizzando un festival di cortometraggi a Cittanova che si svolgerà a settembre. A Cittanova, faccio il PR e lavoro nell’organizzazione dell’evento. Fondamentalmente, tutto nella mia vita ruota sempre attorno alla recitazione e alla musica perché tutti questi progetti di recitazione sono sempre spettacoli pieni di musica in cui si canta, si compone e si suona. Molte persone mi fanno domande sulla mia carriera musicale. Tutta questa mia storia musicale è iniziata davvero bene. Ciò che mi motivava allora non era il desiderio di realizzare una carriera musicale, ma ero sempre spinta verso la creazione. In quel momento era la musica che mi coinvolgeva di più. Ora forse si è trasformato in qualcos’altro. Ho tantissime idee relative alla musica e ho delle canzoni scritte, ma in qualche modo questo da solo non mi soddisfa più. Non mi basta più essere solo un cantante. Mi sento più libera sul palco. Recentemente ero cantante in una band, ma ho lasciato la band perché mi è stata offerta un’altra offerta che riguardava la scena. Canto, ballo e recito sul palco. Ho scritto delle canzoni, ma ora mi è più emozionante presentarmi come cantauttrice e trovare persone che possano cantare queste canzoni e darli vita. Il progetto di Cittanova si chiama “Festival kratkog metra“ ed è alla terza edizione. L’anno scorso mi sono iscritto come volontario. Ho offerto il mio aiuto a Danijel Handjal e Gianna Buršić. Abbiamo iniziato con la presentazione della terza edizione e tutto si mostrerà passo per passo attraverso i social media. Stiamo formando dei workshop per bambini e adulti che saranno destinati alla vita di tutti i giorni, ma anche al relax. Posso dire che la recitazione è una terapia. Le persone non lo sanno perché semplicemente non l’hanno ancora provato. Ci sono molte cose che facciamo nella recitazione che possono essere ottimali per chiunque. Ci occupiamo di respirazione, consapevolezza corporea, riconoscimento dei bisogni, meditazione e altro ancora.

IL MONDO DELLA RECITAZIONE

– Qualche anno fa si è aperto per me il mondo della recitazione e volevo tornarci di nuovo. Penso che non cercherò più niente d’altro siccome ho trovato quello che fa per me. Forse a volte può sembrare che tu stia scappando da te stesso perché accade davvero una certa connessione, una certa magia. Non so cosa sia, ma diventi quell’altra persona e inizi a pensare come una persona diversa. A volte perdo la consapevolezza di me stessa quando si tratta di ruoli davvero forti. C’è una frase bellissima che dice: “Attraverso la recitazione, utilizzo ciò che sono per mostrarti ciò che non sono”. Devo davvero usare tutto quello che sono, ma devo essere in grado di interpretare un sacco di cose diverse che, all’inizio, non hanno nulla a che fare con me.

TIMBRO DISTINTIVO

– Il teatro è umano, appartiene a tutti e riguarda assolutamente tutti. Ogni attore dà un timbro distintivo ad ogni suo ruolo. Se c’è un personaggio scritto su carta e se quel personaggio si basa sulla mia personalità, è un mio personaggio, ma se lo stesso personaggio descritto si basa sulla personalità di qualcun’altro, otteniamo un personaggio completamente diverso. La combinazione di dati scritti e quelli personali dà qualcosa che è potente e universale. È impossibile che due persone interpretino lo stesso ruolo nello stesso modo, ed è proprio qui che risiede la bellezza della recitazione. Perfino io non recito sempre il mio ruolo nello spettacolo allo stesso modo perché ogni giorno è diverso e anch’io sono diversa. Come professionista, devo cercare di dare il massimo al pubblico. Il pubblico viene allo spettacolo, paga i biglietti per essere lì e divertirsi, per dimenticare per un po’ la loro vita quotidiana.

RELAZIONE CON IL PUBBLICO

– Adoro il pubblico che viene agli spettacoli, e non c’è davvero niente di più carino del contatto con il pubblico. Lo spettacolo diventa subito un qualcosa di diverso. Il teatro è un dialogo tra il pubblico e noi attori. È un cambiamento costante di energia e ogni sera c’è un’energia diversa. Ad esempio, abbiamo presentato Medea a Novi Sad e ad un certo punto non ho sentito alcun rumore dal pubblico, c’era un puro silenzio. Mi è passato allora per la mente che quelle persone sono annoiate. Poi mi sono ricordata ero in una posizione di potere. Quello è stato il momento che mi ha dato la libertà e ho dato il massimo in quella esibizione. Il mio collega aveva una percezione diversa di tutta la situazione e mi diceva che tutti mi seguivano da vicino e che era troppo bello. Lo stesso pubblico, gli stessi noi, ma la percezione di tutto è diversa. Ogni personaggio che interpreto mi fa scoprire una nuova parte di me. Il mio professore diceva che noi attori raccontiamo le nostre storie tramite le parole degli altri. Ogni personaggio che interpreti ti apre in modo diverso. Può succedere che dopo alcune esibizioni sono emotivamente esausta, ma allo stesso tempo sono felice perché mi sento purificata da dentro. Adoro quando ci sono bambini tra il pubblico. Una delle mie migliori esperienze è stata quando eravamo a Pago durante il festival Bura e abbiamo rappresentato lo spettacolo “Bit će strašno kad porastem”. Si tratta di uno spettacolo musicale. I bambini sono stati intorno a noi durante tutto lo spettacolo, guardavano, ascoltavano, poi uscivano e tornavano, parlavano e facevano domande in continuazione tanto che non c’era il silenzio, ed era come se fossero essenzialmente con noi, cioè hanno fatto parte dello spettacolo. Erano liberi ed entusiasti di avere uno spettacolo da seguire. Devi catturare l’attenzione dei bambini e da loro otterrai un commento deltutto onesto. Se qualcosa li è noioso, allora è davvero noioso. È meraviglioso lavorare con loro.