{"id":5798,"date":"2026-11-03T11:20:24","date_gmt":"2026-11-03T10:20:24","guid":{"rendered":"https:\/\/mamboistriano.com\/Italiano\/?p=5798"},"modified":"2026-11-03T11:20:26","modified_gmt":"2026-11-03T10:20:26","slug":"il-mare-e-lunico-luogo-in-cui-mi-sento-completamente-me-stessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mamboistriano.com\/Italiano\/2026\/11\/03\/il-mare-e-lunico-luogo-in-cui-mi-sento-completamente-me-stessa\/","title":{"rendered":"Il mare \u00e8 l\u2019unico luogo in cui mi sento completamente me stessa"},"content":{"rendered":"\n<p>A volte \u00e8 necessario abbandonare un percorso che sembra sicuro per trovare quello in cui ci sentiamo veramente vivi. Per alcuni si tratta di un grande cambiamento di vita, per altri di un incontro con i propri limiti, mentre per <strong>Sanda<\/strong> <strong>Delija<\/strong> il mare \u00e8 diventato il luogo in cui ha trovato la libert\u00e0, la serenit\u00e0 e una comprensione pi\u00f9 profonda di s\u00e9 stessa.<br><br>Sanda \u00e8 un\u2019atleta di Fiume e componente della nazionale croata di apnea. I suoi risultati rientrano tra i pi\u00f9 importanti mai ottenuti dalle apneiste croate in questa disciplina. Si \u00e8 distinta in particolare nella specialit\u00e0 dell\u2019immersione in assetto costante con monopinna e cavo guida, nella quale nel 2023 ha stabilito un record mondiale con un\u2019immersione a 98 metri. Nel 2025, nelle Filippine, ha conquistato un nuovo record mondiale raggiungendo i 103 metri, diventando la prima donna croata a superare la soglia dei 100 metri di profondit\u00e0.<br><br>La sua particolarit\u00e0, tuttavia, non si misura soltanto nelle profondit\u00e0 che riesce a raggiungere. La formazione in psicologia e business internazionale, l\u2019esperienza professionale nell\u2019ambito della psicologia infantile a Parigi e il lavoro svolto presso le Nazioni Unite a Roma le hanno offerto una prospettiva diversa sullo sport, sul comportamento umano e sulla crescita personale.<br><br>Il percorso di Sanda dimostra che il successo non \u00e8 sempre una questione di risultati, record e riconoscimenti, ma anche di coraggio nel mettere in discussione le proprie scelte, accettare l\u2019incertezza e continuare a crescere. Dietro ogni immersione impegnativa ci sono anni di lavoro, disciplina, preparazione mentale e fiducia, ma anche la consapevolezza che la vera forza non significa essere invincibili, bens\u00ec saper riconoscere i propri limiti.<br><br>Con i suoi risultati sportivi, Sanda Delija ha scritto pagine importanti nella storia dell\u2019apnea croata, ma la sua storia va ben oltre le profondit\u00e0 marine. Parla di libert\u00e0 personale, forza psicologica, rapporto con la natura e responsabilit\u00e0 verso il mondo che ci circonda.<br><br><strong>SEGUO CI\u00d2 CHE MI FA SENTIRE VERAMENTE VIVA<\/strong><br>&#8211; Ho avuto davvero molta fortuna, perch\u00e9 ho avuto l\u2019opportunit\u00e0 di vivere esperienze professionali straordinarie. Lavorare per le Nazioni Unite a Roma \u00e8 stato stimolante, cos\u00ec come la mia esperienza nel campo della psicologia e dell\u2019autismo a Parigi. Entrambe sono state esperienze importanti, che ho apprezzato profondamente e sinceramente. Eppure, a un certo punto, ho capito che, indipendentemente da quanto un lavoro possa essere interessante o gratificante, trascorrere otto ore al giorno tra quattro mura semplicemente non era il tipo di vita che desideravo per me stessa. Ho sempre sentito un profondo bisogno di libert\u00e0, di natura e di stare all\u2019aria aperta. Il mare \u00e8 l\u2019unico luogo in cui mi sento completamente me stessa. Quando sono in acqua, mi sento presente. Mi sento libera e serena. Provo una sensazione di pienezza che faccio fatica a descrivere. Ricordo che mi svegliavo con un fuoco dentro, con un desiderio quasi irresistibile di essere in mare. Non era semplicemente qualcosa che mi piaceva fare. Sentivo che ne avevo bisogno. All\u2019epoca non avevo assolutamente idea se avrei potuto trasformare la mia passione in una carriera, e nemmeno di come avrei potuto riuscirci. Sapevo soltanto che non potevo pi\u00f9 ignorare quella sensazione. Credo che, alla fine, non si trattasse tanto di lasciare qualcosa alle spalle, quanto di seguire ci\u00f2 che mi faceva sentire veramente viva.<br><br><strong>QUANDO SONO LAGGI\u00d9, SONO COMPLETAMENTE PRESENTE<\/strong><br>&#8211; Credo che la profondit\u00e0 abbia una capacit\u00e0 straordinaria di eliminare tutto ci\u00f2 che non \u00e8 essenziale. Quando sono laggi\u00f9, sono completamente presente. \u00c8 come se l&#8217;ego scomparisse, insieme a tutto il peso inutile che normalmente portiamo con noi in superficie. Ci\u00f2 che rimane potrebbe essere la versione pi\u00f9 sincera e autentica di noi stessi. Credo, tuttavia, sia importante distinguere l\u2019apnea ricreativa da quella agonistica, perch\u00e9 si tratta davvero di due mondi completamente diversi. Quando pratico apnea a livello ricreativo, senza cercare di superare i miei limiti, provo la sensazione di abbandonarmi completamente. Non ci sono pressioni, aspettative o necessit\u00e0 di dimostrare qualcosa. Esiste soltanto una profonda sensazione di pace, libert\u00e0 e connessione con me stessa e con l\u2019ambiente circostante. \u00c8 quasi come se tutto diventasse pi\u00f9 semplice e silenzioso, sia intorno a me sia dentro di me. L\u2019apnea agonistica, invece, \u00e8 un\u2019esperienza completamente diversa. Quando cerchi di superare i tuoi limiti, tenti di stabilire un record mondiale o ti immergi a profondit\u00e0 mai raggiunte prima da nessuno, devi affrontare enormi richieste fisiche e mentali. Come ogni sport praticato ad alti livelli, richiede una concentrazione straordinaria, disciplina e la capacit\u00e0 di confrontarsi con la paura e il disagio senza permettere loro di prendere il controllo. Credo che sia proprio in quei momenti che scopriamo un&#8217;altra parte di noi stessi. Impariamo quanto possiamo resistere, come mantenere la calma nei momenti difficili e come trovare la forza interiore quando le cose diventano impegnative. In un certo senso, il mare mi insegna due cose apparentemente opposte: come abbandonarmi completamente e come trovare la forza per andare avanti. Credo che entrambe le lezioni abbiano lo stesso valore, non soltanto nell\u2019apnea, ma anche nella vita.<br><strong><br>PROVARE PAURA E DECIDERE COMUNQUE DI AFFRONTARLA<\/strong><br>&#8211; Affronto la paura confrontandomi direttamente con essa. Credo, tuttavia, che esista una grande differenza tra affrontare le proprie paure e comportarsi in modo sconsiderato. Capisco che ci\u00f2 che facciamo possa sembrare folle agli occhi di chi ci osserva dall\u2019esterno, ma quello che spesso non si vede sono le innumerevoli ore di allenamento, la disciplina, la preparazione e gli anni trascorsi a conoscere il proprio corpo e la propria mente. Non ci si pu\u00f2 semplicemente svegliare una mattina e decidere di immergersi a una profondit\u00e0 estrema. Ci si arriva gradualmente, un passo alla volta, imparando a riconoscere i propri limiti e ad avvicinarsi a essi in modo responsabile. Naturalmente, le cose non vanno sempre secondo i piani, ma nella vita \u00e8 lo stesso. L\u2019importante \u00e8 ridurre al minimo i rischi attraverso la preparazione, l\u2019esperienza e decisioni ponderate. L\u2019apnea, quando viene praticata rispettando gli adeguati protocolli di sicurezza e con il supporto di un team altamente qualificato, pu\u00f2 essere uno sport molto sicuro. Sono estremamente felice di avere una squadra di persone straordinarie di cui mi fido completamente. Mi trasmettono la sicurezza necessaria per esplorare i miei limiti, sapendo che la mia incolumit\u00e0 viene sempre prima di tutto. Per me, il coraggio non significa assenza di paura. Significa provare paura e decidere comunque di affrontarla, ma soltanto quando sai di aver fatto tutto il lavoro necessario e di essere pronta ad affrontare ci\u00f2 che ti aspetta. Ho avuto paura molte volte. Ma sapevo anche di essermi preparata per quei momenti, di essermi allenata sia fisicamente sia mentalmente e di avere intorno persone sulle quali potevo contare. Credo che il confine tra coraggio e responsabilit\u00e0 consista nel sapere quando continuare e quando fermarsi. Il vero coraggio non significa dimostrare di non avere paura di nulla. Significa rispettare i propri limiti anche mentre si cerca di superarli.<br><br><strong>LO SPORT \u00c8 QUALCOSA CHE PRATICO, NON CI\u00d2 CHE SONO<\/strong><br>&#8211; Credo che nel mio percorso ci siano stati diversi periodi particolarmente difficili. La prima sfida \u00e8 stata probabilmente riuscire a far comprendere alla mia famiglia le mie decisioni. Potete immaginare come sia andata. Dopo aver studiato a Parigi, conseguito lauree in psicologia e business internazionale, completato un master in psicologia aziendale, lavorato nell&#8217;ambito della psicologia infantile presso una scuola internazionale a Parigi e successivamente per un&#8217;agenzia delle Nazioni Unite a Roma, un giorno ho comunicato improvvisamente ai miei genitori che mi sarei trasferita su un&#8217;isola per dedicarmi alla pesca subacquea e all\u2019apnea. Non \u00e8 stato proprio facile per loro accettare una decisione del genere. I miei genitori sono piuttosto tradizionalisti e conoscono bene anche il mio carattere. Sono sempre stata curiosa, costantemente alla ricerca di nuove esperienze e nuove sfide. Dal loro punto di vista, probabilmente sembrava un\u2019altra delle mie idee folli. Dopo tutti quegli anni di studio e di costruzione di una carriera professionale, la loro figlia ora passava il tempo a salire e scendere lungo una corda nell\u2019oceano. Posso soltanto immaginare cosa si chiedessero: \u00abMa cosa sta facendo della sua vita?\u00bb.<br><br>La seconda sfida, per\u00f2, \u00e8 stata molto pi\u00f9 profonda e probabilmente la pi\u00f9 difficile a livello personale. Sono entrata nel mondo dello sport agonistico relativamente tardi nella mia vita. Ho sempre amato lo sport, ma prima non avevo mai sperimentato la pressione delle competizioni ad alto livello, soprattutto in una disciplina individuale. Improvvisamente ho dovuto imparare a gestire le aspettative, gli insuccessi e il peso emotivo di mesi di preparazione per qualcosa che magari non sarebbe andato secondo i piani. All\u2019inizio non sono riuscita a gestire molto bene questa situazione. Ero incredibilmente severa con me stessa, senza nemmeno rendermene conto. Avevo iniziato ad associare il mio valore personale ai risultati sportivi. Quando le cose andavano bene, mi sentivo bene con me stessa. Ma quando non andavano come speravo, facevo molta fatica a gestire emotivamente la situazione. Con il tempo, tutto questo \u00e8 diventato estenuante e ho attraversato periodi di forte stanchezza mentale e burnout, soprattutto negli anni che hanno preceduto il mio primo campionato mondiale. Inoltre, durante questo percorso ho subito anche alcuni infortuni seri. Mi si \u00e8 perforato il timpano, mi sono rotta il ginocchio e, a causa degli infortuni, ho perso intere stagioni agonistiche. Sono stati momenti estremamente difficili, perch\u00e9 improvvisamente mi veniva tolto qualcosa che era diventato una parte cos\u00ec importante della mia vita. Credo che gli infortuni possano costringerci a guardare le cose da una prospettiva diversa. Quando sei costretto a fermarti, inizi a chiederti che cosa sia davvero importante. Ti rendi conto di quanto spesso diamo per scontati la nostra salute, il nostro corpo e persino la semplice libert\u00e0 di poter fare ci\u00f2 che amiamo. In molti modi, proprio quei momenti difficili mi hanno plasmata tanto quanto i miei pi\u00f9 grandi successi, sia come atleta sia come persona. Quello che allora non riuscivo a comprendere e che oggi mi sembra cos\u00ec semplice \u00e8 che lo sport \u00e8 qualcosa che pratico, non ci\u00f2 che sono. Mi ci sono voluti anni di esperienza, riflessione e tanto lavoro personale per comprendere davvero questa differenza. Ho sempre avuto un forte desiderio di migliorarmi, mettermi in discussione e cambiare le cose quando mi rendevo conto che non erano pi\u00f9 sane o utili. Per questo ho iniziato ad approfondire i meccanismi psicologici alla base delle mie reazioni, le aspettative che imponevo a me stessa e le trappole mentali nelle quali continuavo a cadere. \u00c8 interessante che quel periodo difficile, alla fine, mi abbia riportata alla psicologia, questa volta attraverso la psicologia dello sport. Unire la mia formazione accademica all\u2019esperienza personale di atleta di alto livello mi ha permesso di comprendere queste sfide da entrambe le prospettive e di aiutare altri sportivi ad affrontare alcune delle stesse difficolt\u00e0. Oggi, guardandomi indietro, penso che alcuni dei momenti pi\u00f9 difficili del mio percorso siano stati anche quelli che maggiormente mi hanno aiutata a crescere, non soltanto come atleta, ma anche come persona.<br><br><strong>IL MARE COME MAESTRO DI VITA<\/strong><br>&#8211; Il mare mi ha insegnato moltissime cose, ma forse una delle lezioni pi\u00f9 importanti \u00e8 che forzare le situazioni e opporsi continuamente a ci\u00f2 che ci resiste spesso porta pi\u00f9 danni che benefici. Pi\u00f9 lottiamo contro le nostre paure, le nostre emozioni o gli ostacoli, pi\u00f9 a volte finiamo per dare loro ancora pi\u00f9 potere. Ho imparato che esiste una particolare forza nell\u2019abbandonarsi, nell\u2019accettare ci\u00f2 che \u00e8, anzich\u00e9 sentire continuamente il bisogno di controllare tutto. Il mare mi ha insegnato a essere presente, ad ascoltare me stessa e a comprendere che la vera libert\u00e0 e il vero coraggio dobbiamo trovarli dentro di noi. Gli altri possono ispirarci, sostenerci e indicarci una direzione, ma alla fine siamo noi a dover compiere il lavoro interiore. Nessuno pu\u00f2 farlo al posto nostro. Il mare mi ha insegnato che non esistono scorciatoie per raggiungere qualcosa che abbia un valore autentico. Il progresso richiede pazienza, disciplina, costanza e disponibilit\u00e0 a uscire dalla propria zona di comfort. Ho scoperto che molti dei limiti che crediamo di avere esistono soprattutto nella nostra mente, ma ho anche imparato quanto sia importante rispettare il proprio corpo, ascoltarne i segnali e attribuire al riposo lo stesso valore che diamo all\u2019allenamento. Forse una delle lezioni pi\u00f9 belle \u00e8 anche la consapevolezza che la vita, proprio come il mare, non sar\u00e0 mai sempre tranquilla. Ci saranno sempre acque agitate e acque calme. Non possiamo controllare ogni onda che ci viene incontro, ma possiamo imparare a navigare attraverso di esse. Credo sinceramente che cresciamo soprattutto attraverso le sfide, il disagio e l\u2019incertezza. Ogni volta che usciamo da ci\u00f2 che conosciamo e che ci fa sentire a nostro agio, ci concediamo un\u2019opportunit\u00e0 di crescita, non soltanto in ci\u00f2 che possiamo raggiungere, ma anche in ci\u00f2 che diventiamo come esseri umani. Il mare mi ha insegnato anche ad apprezzare le cose pi\u00f9 semplici della vita. I momenti di silenzio, il contatto con la natura, la sensazione di stare bene in salute, la possibilit\u00e0 di muovermi liberamente e, semplicemente, di vivere il momento presente. Sono tutte cose che \u00e8 cos\u00ec facile dare per scontate. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra lezione che considero altrettanto importante: il rispetto. Quando trascorri cos\u00ec tanto tempo nell\u2019oceano, diventi dolorosamente consapevole dell\u2019impatto che noi esseri umani abbiamo su di esso. Sembra che trattiamo il mare come una discarica infinita, come se potesse assorbire tutti i nostri rifiuti e in qualche modo farli scomparire. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Le conseguenze della nostra incuria diventano sempre pi\u00f9 evidenti. Mi \u00e8 sempre sembrato strano che la maggior parte di noi non getterebbe mai un mozzicone di sigaretta o un pezzo di gomma da masticare sul pavimento del proprio soggiorno, perch\u00e9 consideriamo quello spazio la nostra casa. Eppure, in qualche modo, non ci pensiamo due volte prima di farlo per strada, dimenticando che gran parte di quei rifiuti finisce prima o poi nell\u2019oceano. Sembra che dimentichiamo che la nostra casa non \u00e8 soltanto costituita dalle quattro mura in cui viviamo. La nostra casa \u00e8 l\u2019intero pianeta. Credo che il mare mi ricordi continuamente questa prospettiva pi\u00f9 ampia. Mi ricorda che la libert\u00e0 comporta anche responsabilit\u00e0, che facciamo parte di qualcosa di molto pi\u00f9 grande di noi stessi e che il rispetto non dovrebbe fermarsi ai confini della nostra abitazione. In molti modi, il mare mi ha insegnato non soltanto a vivere con maggiore consapevolezza, ma anche quanto sia importante prenderci cura del mondo che ci permette di vivere.<br><br><strong>AVERE IL CORAGGIO DI PROVARE<\/strong><br>&#8211; Per me il successo significa dare il meglio di s\u00e9, indipendentemente da come questo possa manifestarsi in una determinata giornata. In alcuni giorni il mio massimo pu\u00f2 essere il 40% di ci\u00f2 di cui sono realmente capace, in altri il 100%. Ma se so di aver dato tutto quello che avevo in quel momento, se ho affrontato qualcosa con tutto il cuore, con dedizione e sincerit\u00e0, allora considero quella giornata un successo. Ho imparato che il successo non \u00e8 sempre legato ai risultati, ai record o ai traguardi raggiunti. Riguarda anche il modo in cui ci rapportiamo a noi stessi, l\u2019impegno che mettiamo in ci\u00f2 che facciamo e la persona che diventiamo lungo il percorso. Alle persone che hanno paura di seguire la strada che desiderano veramente vorrei dire soltanto una cosa: non sarete mai pi\u00f9 giovani di quanto lo siete oggi. Se c\u2019\u00e8 qualcosa dentro di voi che continua a chiamarvi, qualcosa che accende una scintilla, non ignoratelo. Se vi sentite intrappolati, insoddisfatti o infelici per qualche aspetto della vostra vita, non accettate semplicemente che debba essere per forza cos\u00ec. Scegliete di agire anzich\u00e9 rimanere nella routine. Iniziate a esplorare altre possibilit\u00e0. Fate domande, provate cose nuove, conoscete nuove persone e non abbiate paura di chiedere aiuto. Siamo esseri sociali e, a volte, una conversazione al momento giusto o l\u2019incontro con la persona giusta possono aprirci porte che non sapevamo nemmeno esistessero. Capisco che il cambiamento possa spaventare, soprattutto quando significa allontanarsi da qualcosa che ci garantisce stabilit\u00e0 e sicurezza economica. Non sto dicendo che tutti dovrebbero dare le dimissioni domani e inseguire il proprio sogno senza alcun piano. Ma se ogni mattina vi svegliate con la sensazione di avere paura della vita che state vivendo, credo che dobbiate a voi stessi almeno la possibilit\u00e0 di iniziare a cercare un&#8217;altra strada. Viviamo in un mondo che ci offre tantissime opportunit\u00e0 e, a volte, siamo cos\u00ec legati a ci\u00f2 che conosciamo che dimentichiamo di esplorare cos\u2019altro potrebbe esserci. Penso che la parte pi\u00f9 difficile sia spesso semplicemente prendere la decisione di cambiare, perch\u00e9, una volta presa, iniziamo a vedere opportunit\u00e0 l\u00e0 dove prima vedevamo soltanto ostacoli. Naturalmente, il cambiamento \u00e8 scomodo. Crescere \u00e8 scomodo. Ma fa parte del processo. Un bruco non diventa farfalla senza trasformarsi. Credo che noi esseri umani siamo molto simili. A volte dobbiamo lasciarci alle spalle ci\u00f2 che ci \u00e8 familiare per scoprire ci\u00f2 che possiamo diventare. La zona di comfort pu\u00f2 essere un luogo meraviglioso in cui riposarsi, ma pu\u00f2 anche trasformarsi in una trappola se vi rimaniamo soltanto perch\u00e9 abbiamo paura di ci\u00f2 che si trova al di fuori. Vorrei sottolineare che seguire la propria strada non significa necessariamente viaggiare per il mondo, praticare sport estremi o condurre una vita fuori dagli schemi. Siamo tutti diversi e ci\u00f2 che porta gioia e soddisfazione a una persona potrebbe non significare assolutamente nulla per un\u2019altra. Per alcuni la felicit\u00e0 \u00e8 l\u2019avventura. Per altri \u00e8 la famiglia, la stabilit\u00e0, la creativit\u00e0 o una vita tranquilla circondati dalle persone che amano. E va benissimo cos\u00ec. Ma credo che tutti dovremmo fermarci ogni tanto e chiederci: sto vivendo una vita che rispecchia davvero ci\u00f2 che sono? Sto crescendo? Sto diventando la persona che desidero essere? C\u2019\u00e8 ancora quella scintilla dentro di me? Non penso che il rischio pi\u00f9 grande nella vita sia fallire nel tentativo di realizzare qualcosa che desideriamo davvero. Credo che il rischio molto pi\u00f9 grande sia arrivare alla fine della nostra vita e chiederci cosa sarebbe successo se avessimo avuto semplicemente il coraggio di provarci.<br><br><strong>NON VOGLIO MAI DARE NULLA PER SCONTATO<\/strong><br>&#8211; Per tanti anni la mia vita \u00e8 ruotata intorno ai viaggi, agli allenamenti, alle competizioni e alla continua ricerca di nuove sfide. Anche se sento ancora quel fuoco interiore, il desiderio di esplorare i miei limiti e di scoprire fino a dove posso arrivare nell\u2019apnea, avverto sempre pi\u00f9 il bisogno di un po\u2019 pi\u00f9 di stabilit\u00e0 ed equilibrio. Mi piacerebbe trascorrere pi\u00f9 tempo a casa, essere pi\u00f9 presente nella vita delle persone che amo. Recentemente sono diventata zia e desidero essere accanto al mio nipotino mentre cresce, trascorrere pi\u00f9 tempo con mio fratello, con la mia famiglia e con gli amici che, a causa dello stile di vita che ho scelto, a volte non sono riuscita a vedere con la frequenza che avrei voluto. Vorrei anche trovare pi\u00f9 spazio per altre attivit\u00e0 che amo, come il surf, l\u2019arrampicata e il semplice piacere di praticare sport per il gusto stesso di farlo, senza avere sempre un obiettivo da raggiungere o un risultato da misurare. Allo stesso tempo, sento di avere ancora molto da esplorare nell\u2019apnea agonistica. \u00c8 ancora forte il desiderio di superare i miei limiti, scoprire nuove possibilit\u00e0 e continuare a dare il mio contributo a questo sport. Sento sempre pi\u00f9 anche un altro desiderio: quello di restituire qualcosa alla comunit\u00e0. Sono molto consapevole di quanto sia privilegiata a poter vivere una vita come questa e ad aver avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di dedicarmi a qualcosa per cui provo una passione cos\u00ec grande. Non tutti hanno la stessa libert\u00e0 o le stesse possibilit\u00e0 e non voglio mai dare per scontate le opportunit\u00e0 che ho avuto. Mi piacerebbe dedicare pi\u00f9 tempo al volontariato e ad aiutare le persone e le comunit\u00e0 che hanno bisogno di sostegno. Uno dei miei sogni \u00e8 fondare un giorno una fondazione capace di creare opportunit\u00e0 per persone che altrimenti potrebbero non averne mai avuta una. Desidero inoltre utilizzare la voce e la visibilit\u00e0 che ho acquisito attraverso lo sport per sensibilizzare l\u2019opinione pubblica su temi che mi stanno a cuore, in particolare la tutela degli oceani e il sostegno alle comunit\u00e0 pi\u00f9 vulnerabili. Credo che, crescendo, cambi anche la nostra idea di ci\u00f2 che d\u00e0 significato alla vita. Un tempo cercavo la libert\u00e0 attraverso l\u2019avventura, l\u2019esplorazione e l\u2019allontanamento dalle aspettative convenzionali. Tutto questo continua a essere una parte importante di me. Ma forse oggi sto scoprendo anche un altro lato della libert\u00e0: la libert\u00e0 di rallentare, di essere presente per le persone che amo e di utilizzare ci\u00f2 che ho imparato e vissuto per contribuire a qualcosa che va oltre me stessa. Per quanto riguarda ci\u00f2 che vorrei che le persone comprendessero di me un giorno, spero che riescano a vedere qualcosa di pi\u00f9 dei record, delle profondit\u00e0 e dei risultati raggiunti. Vorrei che vedessero una donna curiosa della vita, che non ha avuto paura di mettere in discussione il percorso che gli altri si aspettavano che seguisse, che ha commesso errori, affrontato difficolt\u00e0 e continuato a cercare di crescere e imparare dalle proprie esperienze. Una persona che ha avuto il coraggio di ascoltare la propria voce interiore, anche quando non sapeva esattamente dove l&#8217;avrebbe condotta. E forse, cosa ancora pi\u00f9 importante, una persona che ha cercato di vivere con consapevolezza e con il cuore aperto, che ha apprezzato la libert\u00e0, ma ha compreso anche l&#8217;importanza della responsabilit\u00e0, della compassione e del dono verso gli altri. Non so esattamente come sar\u00e0 il prossimo capitolo della mia vita e, per la prima volta, credo di sentirmi perfettamente a mio agio con questa incertezza. Ho ancora sogni che desidero inseguire, ma sto anche imparando che una vita significativa non si misura soltanto da quanto lontano riusciamo ad arrivare o da quanti traguardi raggiungiamo. A volte conta quanto profondamente riusciamo a entrare in relazione con gli altri, quanto siamo capaci di dare e quanto pienamente viviamo la vita che abbiamo. (<strong>foto \u2013 Archivio di S.D.<\/strong>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte \u00e8 necessario abbandonare un percorso che sembra sicuro per trovare quello in cui ci sentiamo veramente vivi. 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