{"id":5657,"date":"2026-06-02T13:26:05","date_gmt":"2026-06-02T12:26:05","guid":{"rendered":"https:\/\/mamboistriano.com\/Italiano\/?p=5657"},"modified":"2026-06-10T13:29:10","modified_gmt":"2026-06-10T12:29:10","slug":"le-cicatrici-sono-il-mio-gioiello-e-i-limiti-esistono-solo-nella-mente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mamboistriano.com\/Italiano\/2026\/06\/02\/le-cicatrici-sono-il-mio-gioiello-e-i-limiti-esistono-solo-nella-mente\/","title":{"rendered":"Le cicatrici sono il mio gioiello, e i limiti esistono solo nella mente"},"content":{"rendered":"\n<p>Esistono donne che entrano in una stanza e attirano immediatamente l&#8217;attenzione. Non per il volume della loro voce, non per il bisogno di stare al centro della scena, ma per l&#8217;energia che portano con s\u00e9. Una forza che non si pu\u00f2 fingere. Un carattere forgiato attraverso le tempeste della vita, le cadute e le vittorie. <strong>Kristina Ivekovi\u0107 <\/strong>\u00e8 proprio una di queste donne.<br><br>Dietro il suo sorriso inconfondibile, la sua voce potente e la sua energia esplosiva sul palco si nasconde una storia di resilienza, coraggio e determinazione. Il pubblico la conosce come la forza trainante del progetto &#8220;The KrisTINA Show&#8221;, uno spettacolo musicale ispirato alla leggendaria Tina Turner, ma la storia di Kristina va ben oltre la musica. \u00c8 una storia di accettazione delle proprie cicatrici, di trasformazione del dolore in forza e di una vita vissuta senza compromessi quando si parla di autenticit\u00e0.<br><br>Nell&#8217;intervista che segue parla apertamente delle lezioni che la vita le ha insegnato, dell&#8217;ispirazione che trova in Tina Turner, delle pressioni della societ\u00e0 contemporanea e di tutto ci\u00f2 che il pubblico, il pi\u00f9 delle volte, non vede dietro i riflettori.<br><br><strong>LE CICATRICI COME VITTORIE DI VITA<\/strong><br>&#8211; Prima di tutto devo dire che adoro le mie cicatrici e che le trovo bellissime esattamente cos\u00ec come sono. In realt\u00e0 \u00e8 sempre stato cos\u00ec, ma questo amore \u00e8 cresciuto con gli anni e con le sfide affrontate. Quando le guardo, vedo proprio questo: una donna che ha saputo trarre il meglio da ogni situazione della vita e trasformare ogni segno, anche il pi\u00f9 piccolo, sia fisico sia sul cuore, in una piccola o grande vittoria. Tutte le mie cicatrici sono state strumenti che mi hanno costruita come persona e che mi ricordano quanto io sia pi\u00f9 forte e resistente di quanto abbia mai creduto possibile. Sono la mia motivazione e il promemoria che tutto ci\u00f2 che immagino posso realizzarlo. Che i limiti esistono solo nella mente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><br>TINA COME ISPIRAZIONE DI VITA<\/strong><br>&#8211; Quando entri nei panni di Tina, non si tratta mai soltanto di musica. Devi assorbire l&#8217;intera persona: il suo dolore, la sua disperazione, la sua forza, il suo sex appeal, la sua animalit\u00e0 sul palco, il suo atteggiamento, la sua provocazione&#8230; in generale il suo carattere. Credo che sia stata proprio la sua storia di vita ad attirarmi per prima, e solo dopo la sua musica. Ma nel caso di Tina \u00e8 impossibile separare le due cose. Le sue canzoni portano il peso di tutto ci\u00f2 che ha vissuto e la sua biografia spiega perch\u00e9 cos\u00ec tante persone vi si siano riconosciute. Per me Tina Turner non \u00e8 mai stata soltanto un&#8217;icona musicale. \u00c8 stata e rimane un simbolo di coraggio, dignit\u00e0 e della capacit\u00e0 di ricostruirsi quando tutti pensano che sia finita, e solo dopo una delle pi\u00f9 grandi performer della storia. La sua storia dimostra che non dobbiamo restare prigionieri delle circostanze che ci hanno segnato. Ci insegna che una caduta non \u00e8 la fine della storia, ma spesso l&#8217;inizio del suo capitolo pi\u00f9 importante.<br><br><strong>IL MOMENTO DI PAURA PRIMA DI SALIRE SUL PALCO<\/strong><br>&#8211; Prima di salire sul palco esiste quel piccolo momento di paura, ma significa soltanto che ci tengo davvero. Non lo definirei nemmeno paura, ho troppa esperienza per chiamarla cos\u00ec, ma piuttosto responsabilit\u00e0 affinch\u00e9 tutto vada come deve. Non considero mai una performance come qualcosa da fare automaticamente, indipendentemente da chi ci sia tra il pubblico o da dove si svolga il concerto. Ogni anima che \u00e8 venuta a vedere lo spettacolo merita il nostro 1000%. Poich\u00e9 i preparativi per un concerto durano generalmente l&#8217;intera giornata, l&#8217;adrenalina inizia gi\u00e0 al mattino e circa due ore prima dello spettacolo, quando tutto \u00e8 pronto, arrivano quelle famose farfalle nello stomaco e quell&#8217;impazienza di iniziare. Credo che mi preoccuperei se un giorno quelle farfalle sparissero. Significherebbe che non mi importa pi\u00f9. E a me importa ancora esattamente come il primo giorno.<br><br><strong>I CONCERTI HANNO UN POTERE SPECIALE<\/strong><br>&#8211; Vorrei che durante quelle due ore le persone si sentissero libere e si lasciassero andare. Che cantassero, ballassero, ridessero, dimenticassero le preoccupazioni quotidiane e semplicemente vivessero il momento. I concerti hanno un potere speciale di unire le persone e adoro quando il pubblico e la band iniziano a respirare all&#8217;unisono. Naturalmente desidero che si godano la musica e l&#8217;energia, ma ancora di pi\u00f9 vorrei che portassero con s\u00e9 il messaggio che sta dietro a tutto questo. Per me non si tratta soltanto di celebrare la musica di Tina Turner, ma anche la resilienza umana. La sua storia ci ricorda che non siamo definiti da ci\u00f2 che ci \u00e8 accaduto, ma da ci\u00f2 che scegliamo di fare dopo, e che non \u00e8 mai troppo tardi. Se qualcuno torna a casa con un po&#8217; pi\u00f9 di fiducia in s\u00e9 stesso rispetto a quando \u00e8 arrivato, allora lo scopo di questo spettacolo \u00e8 stato raggiunto.<br><br><strong>L&#8217;OSSESSIONE PER L&#8217;ASPETTO PERFETTO<\/strong><br>&#8211; Credo che viviamo sotto una pressione sempre maggiore per apparire perfetti, e i social media amplificano ulteriormente questa pressione proponendoci ogni giorno versioni ritoccate della vita che hanno ben poco a che vedere con la realt\u00e0. Non ho nulla contro il fatto che una persona cambi qualcosa di s\u00e9 se questo la rende pi\u00f9 felice o soddisfatta. Ma quando questo diventa l&#8217;unica cosa importante, quando allo stesso tempo iniziamo a trascurare il nostro mondo interiore e pensiamo soltanto ad adeguarci a determinati standard, allora abbiamo perso il senso delle cose. Tutti abbiamo le nostre crepe, le nostre insicurezze e le nostre cicatrici. Sono proprio queste a renderci umani. Mi piacerebbe che come societ\u00e0 celebrassimo maggiormente l&#8217;autenticit\u00e0 e meno un&#8217;idea irraggiungibile di perfezione. Mi sembra che l&#8217;ossessione per l&#8217;immagine esteriore ci stia allontanando sempre di pi\u00f9 da noi stessi, dalla capacit\u00e0 di scavare un po&#8217; pi\u00f9 a fondo sotto la superficie. Di porre domande, di ribellarci, di pensare con la nostra testa. Giorno dopo giorno la mancanza di empatia, curiosit\u00e0, spirito critico, relazioni autentiche, insieme all&#8217;inerzia e all&#8217;adorazione delle &#8220;vacche sacre&#8221;, stanno diventando lo standard con cui viviamo. E tutti noi, in qualche modo, ci adattiamo a questa &#8220;nuova normalit\u00e0&#8221; senza fare domande.<br><strong><br>IL RUOLO DI CANTANTE, CONDUTTRICE RADIOFONICA E GIORNALISTA<\/strong><br>&#8211; Amo tutti questi ruoli e tutti mi hanno formata, ma sul palco sento la pi\u00f9 grande libert\u00e0. Probabilmente perch\u00e9 ci sono da quando ho memoria e l\u00ec posso liberarmi di ogni freno e lasciare uscire la &#8220;bestia&#8221; dalla gabbia. Voce, performance, emozione, racconto e comunicazione con le persone: tutto si unisce l\u00ec. Si dice spesso che i performer abbiano un alter ego quando salgono sul palco. Direi che io ce l&#8217;ho ovunque tranne che sul palco.<br><br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>SOPRANNOME: TINA TURNER CROATA \u2013 PESO O COMPLIMENTO?<\/strong><br>&#8211; Non so se esista qualcuno a cui questo non farebbe piacere. Naturalmente considero questi paragoni un grande complimento e mi lusingano. Dopotutto stiamo parlando di Tina Turner! E mi rende molto felice quando il pubblico riconosce una piccola parte di lei in me. Allo stesso tempo, per\u00f2, sono consapevole che esiste una sola Tina. Il mio obiettivo non \u00e8 essere una sua copia, ma trasmettere attraverso la sua musica la sua energia e il suo messaggio in modo autenticamente mio.<br><br><strong>THE KRISTINA&#8217;S SHOW \u2013 CI\u00d2 CHE IL PUBBLICO NON SA<\/strong><br>&#8211; Questa s\u00ec che \u00e8 una domanda pertinente. &#8220;The KrisTINA&#8217;s Show&#8221; \u00e8 tutto ci\u00f2 che in realt\u00e0 non vedete, ma che \u00e8 indispensabile affinch\u00e9 possiate assistere a due ore di spettacolo di altissimo livello. Il progetto evolve anno dopo anno, anzi concerto dopo concerto, e chi ci segue costantemente rimane sorpreso nel trovare sempre qualcosa di nuovo. Sono ore e ore di prove musicali, vocali, di danza e di gruppo; ore e ore al telefono, dalla sarta, tra prenotazioni, gestione organizzativa e le pi\u00f9 semplici questioni tecniche e operative. Il nostro team \u00e8 composto da 13 persone fisse che viaggiano con noi agli spettacoli, oltre a una decina di collaboratori che si alternano a seconda degli eventi. Sono tutte persone che lavorano, studiano, suonano in altri gruppi e vivono in citt\u00e0 diverse. Ed \u00e8 proprio questa la parte pi\u00f9 difficile: coordinare tutto, organizzare prove e concerti in base alle disponibilit\u00e0 di ciascuno. Poi per\u00f2 arrivano momenti come quello dell&#8217;ultimo concerto, quando la pioggia ci ha fermati dopo sette canzoni. Il pubblico \u00e8 rimasto, noi siamo rimasti, e abbiamo continuato il concerto nel backstage. In quel momento capisci che non si tratta soltanto di un progetto. \u00c8 una comunit\u00e0 di persone che credono le une nelle altre. Ed \u00e8 per questo che so che ogni sforzo vale la pena. Sono grata di avere una squadra cos\u00ec accanto a me.<br><br><strong>UNA DOMANDA PER LA LEGGENDARIA TINA<\/strong><br>&#8211; Non ci ho mai riflettuto seriamente. Ho letto cos\u00ec tanto su Tina e studiato cos\u00ec a fondo la sua vita che mi piacerebbe semplicemente sedermi con lei da qualche parte vicino al mare, davanti a un caff\u00e8, e parlare per ore della vita, della musica, della fede, della motivazione e di tutto ci\u00f2 che l&#8217;ha resa la persona che era. Era una donna incredibilmente saggia. Ma se avessi il diritto di farle una sola domanda, riguarderebbe il periodo successivo alla separazione da Ike Turner. Quegli anni tra la vecchia e la nuova Tina, quando, superati i quarant&#8217;anni, ripart\u00ec praticamente da zero e quasi nessuno credeva nel suo successo, tranne lei stessa. Le chiederei: \u00abChe cosa La spingeva ad andare avanti nei giorni in cui nessuno credeva in Lei? Era pi\u00f9 la speranza di riuscire o il rifiuto di arrendersi a guidarLa? \u00c8 stato pi\u00f9 difficile lasciare il passato o resistere abbastanza a lungo perch\u00e9 il futuro arrivasse?\u00bb. Credo che molte persone si riconoscerebbero in questa domanda. Perch\u00e9 a volte non andiamo avanti perch\u00e9 vediamo chiaramente il successo all&#8217;orizzonte, ma perch\u00e9 nel profondo sappiamo che arrendersi non \u00e8 un&#8217;opzione. E proprio in questo, secondo me, risiedeva una delle pi\u00f9 grandi vittorie della vita di Tina.<strong>(foto \u2013 Loris Zupanc)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono donne che entrano in una stanza e attirano immediatamente l&#8217;attenzione. Non per il volume della loro voce, non per il bisogno di stare al centro della scena, ma per l&#8217;energia che portano con s\u00e9. Una forza che non si pu\u00f2 fingere. Un carattere forgiato attraverso le tempeste della vita, le cadute e le vittorie. 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