{"id":5377,"date":"2025-09-17T06:40:40","date_gmt":"2025-09-17T05:40:40","guid":{"rendered":"https:\/\/mamboistriano.com\/Italiano\/?p=5377"},"modified":"2025-09-24T13:25:32","modified_gmt":"2025-09-24T12:25:32","slug":"per-realizzare-i-tuoi-sogni-devi-prima-svegliarti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mamboistriano.com\/Italiano\/2025\/09\/17\/per-realizzare-i-tuoi-sogni-devi-prima-svegliarti\/","title":{"rendered":"Per realizzare i tuoi sogni, devi prima svegliarti"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono persone che, con la loro vita e il loro operato, diventano un vero esempio di forza, volont\u00e0 e perseveranza. <strong>Jelena<\/strong> <strong>Vukovi\u0107<\/strong> \u00e8 una di loro. Dai suoi primi passi nello sport fino ai record mondiali e alle medaglie paralimpiche, il suo percorso dimostra cosa significhi credere in se stessi e resistere nonostante tutti gli ostacoli.<br><br>La sua storia \u00e8 una lezione di vita su come i sogni si realizzino con il lavoro, la determinazione e l\u2019amore per ci\u00f2 che si fa. Jelena ci insegna che spesso il potenziale viene riconosciuto da chi vede in noi pi\u00f9 di quanto noi stessi pensiamo di poter dare, ma anche che la vera forza viene da dentro, dal cuore che non si arrende mai.<br><br>Con il suo esempio, Jelena Vukovi\u0107 ha buttato lo sguardo di tutti molto oltre i confini del possibile, ispirando molti a superare i propri limiti. Vi invitiamo a scoprire insieme a noi il suo mondo di riconoscimento del potenziale e di realizzazione dei sogni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>RICONOSCERE IL POTENZIALE<\/strong><br><br>&#8211; Il mio inizio nello sport risale al lontano 1981, quando sono andata in prima elementare. Allora la mia dottoressa, Snje\u017eana Bili\u0107, che era la dottoressa scolastica e che oggi \u00e8 la mia migliore amica, disse che non voleva dispensarmi dalle lezioni di educazione fisica. Credo che quello sia stato il primo passo verso lo sport. Era una donna che credeva in me e che disse di non volermi esonerare dall\u2019educazione fisica perch\u00e9 non ce n\u2019era bisogno. Alle elementari praticavo la pallacanestro, anche se allora non era uno sport paralimpico. In terza media e al primo anno delle superiori ho iniziato piano piano con le gare di corsa in carrozzina, che per\u00f2 trovavo un po\u2019 noioso. In quel periodo mi sono sperimentata in vari sport: ho giocato a pallacanestro in carrozzina, tennis in carrozzina, tennis tavolo, ho sollevato pesi. Nel 1995 ho scoperto l\u2019atletica. Il mio allora allenatore, Milan Metiko\u0161, ha saputo trasmettermi l\u2019amore per le discipline di lancio. Ha visto in me un potenziale e mi ha indirizzata bene, e con il suo aiuto \u00e8 iniziata a costruirsi la mia carriera sportiva.<br><br><strong>30 ANNI DI CARRIERA<\/strong><br><br>&#8211; Il momento pi\u00f9 emozionante della mia carriera, che dura da oltre 30 anni, \u00e8 stato certamente nel 1998 a Birmingham, dove ho battuto il record mondiale nel lancio del disco, un primato che durava da oltre 20 anni. \u00c8 stato un momento speciale, la mia prima grande competizione che si \u00e8 rivelata molto positiva, con un risultato eccezionale. Successivamente, menzionerei sicuramente la medaglia paralimpica conquistata ad Atene nel 2004, un bronzo nel lancio del disco. Dopo quella ci sono state tante altre grandi competizioni, tra cui vorrei ricordare in particolare ancora le Paralimpiadi di Atene, dove ho gareggiato davanti a 98.000 spettatori nello stadio, un\u2019esperienza davvero speciale ed emotiva. L\u00ec \u00e8 stato necessario trasformare l\u2019emozione per quella folla in energia positiva per fare un buon risultato. Inoltre, avevo quasi 39 \u00b0C di febbre, ero in piedi, fuori c\u2019erano 38 \u00b0C e il 98% di umidit\u00e0. Alle Paralimpiadi di Sydney 2000 ho battuto di nuovo il record mondiale nel lancio del disco. In carriera l\u2019ho superato cinque volte, e una volta ho battuto anche il record mondiale nel getto del peso. Dai miei inizi, dalla prima gara nel 1996, fino ad oggi, sono sempre stata campionessa nazionale e primatista in tutte e tre le discipline della mia categoria: fino a 11 anni fa nella categoria F42, quando camminavo ancora, e poi nella categoria F57 dopo l\u2019incidente stradale, quando sono finita in carrozzina. Ho partecipato a quattro Paralimpiadi, a diversi Mondiali, dove pi\u00f9 volte sono diventata campionessa del mondo nel lancio del disco e ho vinto quasi sempre il bronzo nel peso, oltre a essere campionessa ed ex primatista europea. All\u2019ultimo Europeo, quattro anni fa in Polonia, ho perso l\u2019oro per un solo centimetro, conquistando cos\u00ec l\u2019argento e il titolo di vicecampionessa europea.<br><br><strong>O LO AMI O NON LO AMI<\/strong><br><br>&#8211; Ogni sport, non solo quello paralimpico, richiede determinazione e forza di volont\u00e0. Lo sport \u00e8 qualcosa che o ami, o non ami. Se lo ami, dai tutto te stesso, perch\u00e9 quello spirito sportivo ti spinge a fare sempre meglio. Lo sport \u00e8 una grande scuola di vita. Ti insegna a lottare: cos\u00ec come lotti nella vita, cos\u00ec lotti nello sport. Nello sport combatti sempre per vincere, ed \u00e8 questa la cosa pi\u00f9 importante. La frase che mi accompagna sempre \u00e8: \u201cPer realizzare i tuoi sogni, devi prima svegliarti.\u201d. Lo sport mi ha insegnato, e continua a insegnarmi, a svegliarmi e a lottare ogni giorno. Alla mia ultima competizione ho gareggiato con due gravi infortuni. Proprio come quelli precedenti, anche questi hanno acceso in me una sorta di sfida personale a fare risultati ancora migliori. Sono riuscita a superare i 6 metri nel peso, cosa che non mi riusciva da due anni. La tenacia, unita al dolore costante, per me \u00e8 stata una motivazione, anche se pu\u00f2 sembrare strano. Credetemi, ogni atleta preferirebbe sopportare il dolore piuttosto che rinunciare a una gara.<br><br><strong>MOTIVAZIONE RECIPROCA<\/strong><br><br>&#8211; Mi motiva molto il fatto che i giovani e gli atleti con disabilit\u00e0 mi vedano come un modello. Mi sento speciale quando me lo dicono, e questo mi spinge a impegnarmi per essere abbastanza brava per loro. Il mio desiderio \u00e8 mostrare ai giovani che la vita ha senso, che lo sport \u00e8 qualcosa di molto importante e che pu\u00f2 aiutarli a diventare persone migliori. Lo sport pu\u00f2 aiutarli a costruire la fiducia in s\u00e9 stessi. Quando vedo dei buoni risultati non solo nello sport, ma anche nella vita dei giovani che alleno, questa per me \u00e8 la pi\u00f9 grande motivazione per andare avanti.<br><br><strong>SFIDE NELLA CARRIERA<\/strong><br><br>&#8211; Una delle sfide pi\u00f9 grandi nella mia carriera sono stati sicuramente gli infortuni sportivi. Sono momenti particolarmente difficili, perch\u00e9 fanno male, fisicamente e mentalmente. Un episodio che ha lasciato un segno profondo \u00e8 stato agli Europei di Berlino, sei anni fa. Dopo la gara, ero arrivata terza, mi hanno annullato tutti e sei i lanci perch\u00e9 i giudici hanno stabilito che non ero seduta \u201ccorrettamente\u201d secondo le loro regole. Ma a causa della mia disabilit\u00e0 non potevo fisicamente sedermi diversamente. Non siamo riusciti a dimostrarlo. Abbiamo fatto ricorso, ma non lo hanno accolto e cos\u00ec sono rimasta senza medaglia. \u00c8 stato molto difficile tornare nello sport e alle competizioni dopo quell\u2019episodio. Con il mio team di specialisti alle spalle, sono riuscita a superarlo e a ripartire.<br><br><strong>EQUILIBRIO TRA SPORT E VITA <\/strong><strong>QUOTIDIANA<\/strong><br><br>&#8211; Bisogna sempre cercare di bilanciare sport e vita personale. Lo sport \u00e8 un lavoro, ma non \u00e8 tutto. Oltre allo sport, suono e ho il mio amato cane Don. Ai miei inizi lavoravo in due posti diversi e andavo ad allenarmi due volte al giorno. Facevo tutto: \u00e8 solo una questione di forza di volont\u00e0 e di desiderio. Se vuoi davvero qualcosa, puoi realizzarla. La giornata si pu\u00f2 sempre organizzare per riuscire a fare tutto. Se lavori fino alle tre, torni a casa, mangi qualcosa, ti riprendi un attimo, e gi\u00e0 alle cinque o sei puoi essere in allenamento. Dopo rimane ancora tempo per un caff\u00e8 o per stare con gli amici. La domenica non mi alleno mai, sin dai miei inizi. \u00c8 stata una mia condizione con il mio primo allenatore. La domenica \u00e8 per me, ed \u00e8 per Dio. La domenica vado in chiesa, mi riposo, suono, ed \u00e8 questo che ricarica le mie batterie per tutta la settimana.<br><br><strong>LE PERSONE CON DISABILIT\u00c0 SONO OVUNQUE<\/strong><br><br>&#8211; Per promuovere una maggiore consapevolezza e comprensione delle necessit\u00e0 delle persone con disabilit\u00e0, possiamo farlo solo se siamo noi per primi a uscire di casa. Se restiamo chiusi dentro, nessuno ci capir\u00e0, e finiamo solo per commiserarci. Appena usciamo in citt\u00e0, appena stiamo in mezzo alla gente, questo diventa normale e credo che cos\u00ec promuoviamo davvero la consapevolezza. Quando vedi una persona con disabilit\u00e0 al lavoro, in citt\u00e0, in un bar, sull\u2019autobus, allo stadio, ti rendi conto che sono ovunque. Le vedi guidare un\u2019auto, una moto, un go-kart, un triciclo. Allora inizi a capire che possono avere una vita normale e di qualit\u00e0. Molto dipende anche da noi stessi. Certo, un ruolo importante lo ha anche l\u2019ambiente in cui viviamo, le persone intorno a noi, quanto ci sostengono e ci motivano. Bisogna mostrare la realt\u00e0, la seriet\u00e0 e le difficolt\u00e0 della disabilit\u00e0, ma senza darle troppa importanza. Una persona con disabilit\u00e0 deve essere accettata esattamente per quella che \u00e8. Se non chiede aiuto, non bisogna offrirlo. Ognuno di noi sa fino a dove pu\u00f2 arrivare. Quando non pu\u00f2, chiede. Finch\u00e9 non chiede, significa che pu\u00f2 farcela. A volte \u00e8 giusto lasciare che qualcuno faccia un po\u2019 di fatica per ottenere di pi\u00f9 nella vita.<br><br><strong>IL SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA E DEGLI AMICI<\/strong><br><br>&#8211; Ringrazier\u00f2 sempre mia madre, che purtroppo quest\u2019anno \u00e8 venuta a mancare. \u00c8 stata un colpo molto duro per me. Lei mi ha insegnato a lottare nella vita, mi ha insegnato che non sono diversa dagli altri. Fondamentali sono stati anche la mia classe e i miei amici: sono sempre stati al mio fianco, non mi hanno mai guardata come una persona con disabilit\u00e0. Ancora oggi, capita che quando vado da qualche parte con qualcuno, entriamo in macchina e quella persona si dimentica completamente di caricare la mia sedia a rotelle. E questo diventa un momento molto divertente. Io resto l\u00ec a ridere, finch\u00e9 la mia assistente o un\u2019amica mi chiede: \u201cPerch\u00e9 non parti? Perch\u00e9 ridi?\u201d. Allora io indico con il dito la sedia rimasta a terra, e scoppiamo tutte a ridere. Vorrei sottolineare che per ogni atleta di alto livello \u00e8 fondamentale avere un team di esperti al proprio fianco. Io dico sempre che \u00e8 importante \u201csistemare la testa\u201d: se la testa non \u00e8 a posto, il corpo non funziona. Posso allenarmi all\u2019infinito, ma se non sto bene mentalmente, non ci sar\u00e0 alcun risultato. Io ho accanto a me l\u2019allenatrice Katja Luketi\u0107, l\u2019allenatrice Katarina Poli\u0107, la psicologa Nika Spasi\u0107, la dottoressa Maja Paunovi\u0107 e la riabilitatrice Anka Du\u0161anek. Sono persone che lavorano con me, parlano con me, condividono e portano i miei problemi, cercano di aiutarmi, di spingermi quando mi blocco. Nei momenti in cui non ce la faccio, loro diventano le mie braccia, le mie gambe, e spesso anche il mio cervello da \u201cspingere avanti\u201d.<br><br><strong>MESSAGGIO AI GIOVANI<\/strong><br><br>&#8211; A tutti i giovani che vogliono fare sport, vorrei dire di non esitare con le proprie decisioni, ma di iniziare subito. Ci sono tantissimi sport, e sono sicura che in qualcuno si ritroveranno. Dico sempre che l\u2019atletica \u00e8 l\u2019unica che conta, perch\u00e9 \u00e8 la regina degli sport. Ma ogni giovane con disabilit\u00e0 pu\u00f2 trovare se stesso anche in un altro sport. Oggi ci sono davvero tante possibilit\u00e0, e quasi tutti gli sport per atleti normodotati sono adattati anche per atleti con disabilit\u00e0. Qualunque sport scelgano, andr\u00e0 bene, perch\u00e9 insegner\u00e0 loro a lottare e questa \u00e8 la nostra esperienza quotidiana come persone con disabilit\u00e0. Dall\u2019altra parte, lo sport insegna disciplina, impegno, a stare con gli altri. Lo sport costruisce l\u2019autostima e tira fuori anche i pi\u00f9 timidi e riservati dalle loro case. Non aspettate. Trovate qualcosa che vi renda felici e vedrete, gi\u00e0 dopo la prima gara o il primo incontro, quanto lo sport significher\u00e0 per voi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono persone che, con la loro vita e il loro operato, diventano un vero esempio di forza, volont\u00e0 e perseveranza. Jelena Vukovi\u0107 \u00e8 una di loro. 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