{"id":5227,"date":"2025-04-10T22:35:18","date_gmt":"2025-04-10T21:35:18","guid":{"rendered":"https:\/\/mamboistriano.com\/Italiano\/?p=5227"},"modified":"2025-07-30T10:26:38","modified_gmt":"2025-07-30T09:26:38","slug":"quando-ho-letto-il-quaderno-blu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mamboistriano.com\/Italiano\/2025\/04\/10\/quando-ho-letto-il-quaderno-blu\/","title":{"rendered":"Quando ho letto il quaderno blu"},"content":{"rendered":"\n<p>Non \u00e8 bene che la sofferenza venga tenuta dentro di s\u00e9. \u00c8 necessario trovare un canale attraverso il quale l&#8217;anima verr\u00e0 liberata dalla prigione della sofferenza. Per alcuni sar\u00e0 la famiglia, per altri sar\u00e0 un amico o un partner, per altri sar\u00e0 un professionista e per altri ancora sar\u00e0 un quaderno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo &#8220;Quando ho letto il quaderno blu&#8221; di <strong>Sn<\/strong><strong>i<\/strong><strong>je\u017eana<\/strong> <strong>Matej\u010di\u0107<\/strong> racconta la storia del quaderno blu in cui \u00e8 raccolta la valigia delle sofferenze vissute dal padre durante il suo soggiorno a Isola Calva.<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme all&#8217;autrice del romanzo abbiamo parlato di come ha deciso a condividere una testimonianza documentaria con il grande pubblico attraverso un romanzo, cosa rappresenta questo quaderno blu e quale sia lo scopo del romanzo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DAL QUADERNO AL ROMANZO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non ho deciso di scrivere un libro da un giorno all&#8217;altro, questo \u00e8 certo. Circa trent&#8217;anni fa, un anno prima di morire, mio padre si ammal\u00f2 e and\u00f2 in pensione all&#8217;et\u00e0 di 61 anni. Allora notai che stava scrivendo qualcosa e gli chiesi di cosa si trattasse. Lui rispose che stava raccontando i suoi ricordi, o meglio, i ricordi del suo soggiorno a Isola Calva. Volevo leggerlo subito, ma lui mi ha detto che me lo avrebbe dato quando avesse finito e poi avrei potuto farne quello che volevo. Non ebbe il tempo di finire. Ho preso il suo quaderno il giorno del funerale. L&#8217;ho letto e l&#8217;ho riscritto sul computer, ma non sapevo cosa fare del suo manoscritto, dato che non l&#8217;aveva finito. Circa dieci anni dopo la sua morte, ho avuto il coraggio di parlare con il suo amico che era con lui a Isola Calva. Le immagini descritte da pap\u00e0 erano incredibilmente vivide, anzi direi terrificanti. Non potevo credere che fosse davvero cos\u00ec. L&#8217;amico di pap\u00e0 mi ha detto che era esattamente come era scritto su quel quaderno. Non sapevo come presentare questi scritti come un documento di memoria credibile, e quanti altri interlocutori avrei dovuto avere, perch\u00e9 questo riguardava la vita e il destino non solo delle persone imprigionate, ma anche delle loro famiglie. Nel 2022 ho partecipato al workshop di Zoran \u017dmiri\u0107, durato un weekend, a Fusine e organizzato dall&#8217;associazione fiumana Faro, dove ho voluto interrogarmi sulla mia capacit\u00e0 di scrivere qualcosa di creativo dopo tutti gli anni spesi in giornalismo. Penso che sia stato proprio questo ad aprire il rubinetto e in effetti mi sono capita subito con \u017dmiri\u0107. Immagino che abbiamo una visione del mondo simile. Posso anche dire che l&#8217;atmosfera al workshop era eccellente. Poi ho capito come potevo sedermi e scrivere qualcosa di concreto. In quel periodo ho ricominciato a pensare intensamente alla scrittura di mio padre, ma a causa dei continui impegni quotidiani ho rimesso tutto nello &#8220;scrigno&#8221; fino ad aprile 2023, quando si \u00e8 presentata di nuovo l&#8217;opportunit\u00e0 di andare da \u017dmiri\u0107 per un nuovo workshop, durante il quale abbiamo avuto 10 incontri a Fiume. Ci andavo con le mie amiche Sun\u010dica Damjanovi\u0107 e Snje\u017eana Radeti\u0107, che sono state un perfetto sostegno. Come partecipante al workshop, mi \u00e8 stato chiesto di produrre una storia una volta alla settimana. \u00c8 stata un&#8217;esperienza estremamente interessante. Zoran \u017dmiri\u0107 mi ha sempre incoraggiato a riflettere sul tutto, a scrivere una sinossi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>QUADERNO BLU<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il quaderno blu \u00e8 in realt\u00e0 il quaderno in cui pap\u00e0 annotava i suoi ricordi. Si trattava di un quaderno con la copertina blu. Questo libro \u00e8 in realt\u00e0 un facsimile di quel quaderno. Pap\u00e0 scriveva sempre prima su carta commerciale e poi copiava su quel quaderno. E quando pensavo a quel manoscritto, lo immaginavo sempre come un quaderno blu. Nella mia parte del romanzo, osservo l&#8217;influenza del quaderno su tutta la mia vita. Il libro \u00e8 in realt\u00e0 una storia di storie o una storia nella storia. Ho scritto un romanzo che nasce da alcune immagini della mia infanzia e della mia crescita, che raffigurano i rapporti familiari e il rapporto che avevo con mio padre. Attraverso il romanzo rifletto ed esamino quanto di lui c&#8217;\u00e8 in me, quanto siamo simili, qual \u00e8 la causa di alcuni dei suoi atteggiamenti e del suo stile di vita e quanto tutto ci\u00f2 sia collegato a Isola Calva. La seconda parte del libro \u00e8 una testimonianza documentaria, o meglio, ci\u00f2 che lui ha lasciato, e non ci ho voluto intervenire in alcun modo. Cos\u00ec come era nel quaderno, cos\u00ec \u00e8 stato trasferito sul libro. \u00c8 affascinante che abbia iniziato a raccontare i suoi ricordi fin dal momento in cui ha terminato il terzo anno di universit\u00e0. Voleva diventare un pilota militare e frequentare l&#8217;accademia. Era tutto ci\u00f2 a cui pensava in quel momento. Ma fin\u00ec per svolgere lavori burocratici insieme a delle persone pi\u00f9 anziane. Poich\u00e9 era un tipo inflessibile e timido, si \u00e8 schiantato contro un muro ed \u00e8 finito sull\u2019 Isola Calva all&#8217;et\u00e0 di 20 anni. Con il suo quaderno, mio padre mi ha fatto riflettere su me stessa, su di noi, sulla vita. Grazie a questi ricordi, infatti, sono riuscita a gettare una luce diversa su alcune situazioni della mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SCOPO DEL ROMANZO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Onestamente, quando mio padre mi ha incaricato di fare qualcosa che ritenevo necessario con il suo quaderno, e quando ho letto quel quaderno in un momento emotivamente impegnativo, quando lui non c&#8217;era pi\u00f9, la cosa pi\u00f9 importante per me \u00e8 stata che raggiungesse quante pi\u00f9 persone possibile. N\u00e9 pap\u00e0 ce ne parl\u00f2, n\u00e9 il suo amico lo raccont\u00f2 ai figli, n\u00e9 altri ne parlarono, in parte per paura che i bambini potessero soffrire perch\u00e9 erano sotto sorveglianza anche dopo aver lasciato Isola Calva, e non volevano menzionare ai figli la vergogna, l&#8217;umiliazione, la perdita di dignit\u00e0 che hanno affrontato l\u00e0. Ho sentito tante volte qualcuno dire che un suo avversario politico o un gruppo di persone con cui non \u00e8 d&#8217;accordo dovrebbe essere mandato a Isola Calva. Lo dicono persone che non sanno nemmeno cosa sia l&#8217;Isola Calva, perch\u00e9 se lo sapessero non minaccerebbero nessuno con questa espressione, a meno che non fossero persone malvagie. In qualche modo credo che le persone non siano cattive, ma piuttosto che siano le circostanze a costringerle a essere cattive nei confronti degli altri. Penso che una societ\u00e0 che nasconde un trauma simile non stia costruendo uno sviluppo su delle fondamenta solide.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 bene che la sofferenza venga tenuta dentro di s\u00e9. \u00c8 necessario trovare un canale attraverso il quale l&#8217;anima verr\u00e0 liberata dalla prigione della sofferenza. 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