Ti siedi, metti la cintura, giri la chiave e ascolti il suono del motore. Poi giri la testa a destra, e lì ti aspetta lo sguardo, pieno di fiducia. Il tuo copilota ti dà allora il segno d’inizio della nuova avventura piena di adrenalina in una gara con altri piloti di rally.

Sandi Jugovac vive questo tipo di scenario dal 2009, quando accompagnato da Doriano Milanović, ha partecipato per la prima volta al rally a Parenzo. Appassionato di automobili e di buona compagnia, ci ha raccontato come è iniziata la sua storia sportiva, chi sono i suoi supporti e i suoi idoli, a cosa deve tener conto durante la preparazione e cosa lo attrae tuttora nel mondo degli sport motoristici.

POSSIBILITÀ DI EVADERE DALLA QUOTIDIANITÀ

– Il mio testimone di nozze, l’amico dalla scuola elementare, ed io abbiamo iniziato per prima a seguire le gare dei motori e poi le gare automobilistiche. Lui è stato il primo di noi due ad esibirsi al Rally di Parenzo. Guardandolo in azione, ho visto la magia di questo sport e ho deciso di cominciare anche io. In Istria, il rally non ha più storia di vecchia data. Non c’erano molte persone coinvolte in questo sport. Oggi si sono interessati molti giovani amanti dell’adrenalina. Il nostro club ha dieci membri. Un nuovo club è stato istituito a San Lorenzo con tre membri attivi. Come in ogni sport, il rally richiede degli investimenti. Se guardiamo al lato legato al denaro, quando si fa una somma del tutto, non ne vale la pena. Ma, d’altra parte, è legato ad un nostro piacere, volontà, desiderio. L’opportunità di evadere dai problemi e lavori quotidiani. Posso dire che è diventato una necessità per me. Il mio idolo più grande è Sébastien Loeb. È stato per nove volte campione del mondo in rally. Per molti anni è stato considerato invincibile. Se non lo potessi fare, potrei farne a meno, ma come so che posso farlo, non lo lascio stare.

SICUREZZA AL PRIMO POSTO

– Sfortunatamente, non ci è permesso di allenarci. Sulla strada aperta, sarebbe difficile ottenere il permesso dalla polizia per questo tipo di preparazione. Abbiamo la possibilità di osservare la pista il giorno prima della manifestazione stessa. Nel rally è importante avere un buon cambio, pneumatici nuovi e un buon copilota ed esaminare per bene la pista. Se abbiamo tutto questo, il risultato è garantito. Doriano ed io ci siamo insieme fin dal primo giorno. Facevamo prima l’autoslalom insieme e con questo abbiamo iniziato dieci anni fa. Abbiamo guidato il nostro primo rally classe N1 e siamo riusciti a raggiungere un risultato davvero notevole. Per proteggerci, usiamo una gabbia di sicurezza, sedili e cinture, un elmetto e una cuffia che ci aiuta a spezzarci il collo in caso di collisione, una tuta ignifuga e guanti. Ci vuole un mese per preparare un’auto da una civile a quella da corsa se ci si lavora costantemente, ma poiché ognuno di noi ha il proprio lavoro, motivo per cui abbiamo pochissimo tempo libero, ci serve un po’ più di tempo. Esiste un manuale tecnico sul come si deve preparare un’auto per il rally. È più pericoloso guidare su strada ogni giorno che in una gara di rally.

L’AUTO A BENZINA COME PRIMA SCELTA

– Sicuramente l’auto a benzina ha un certo fascino da quando ha iniziato a correre nell’ex Jugoslavia e in Croazia. La benzina è la benzina. L’odore di benzina è l’odore di ottano. Nelle auto elettriche non si sente il suono del motore, e non si ha così il fascino degli sport motoristici.

CORSE ALL’ESTERO

– Per quanto riguarda le gare all’estero, andiamo solo in Slovenia, dove abbiamo due campionati di rally di Croazia. Non abbiamo nemmeno provato oltre la Slovenia perché è più costo, le gare sono più difficili di per sé, e ci vorrebbero più giorni per raggiungere questo obiettivo. Siamo ancora piccoli in tutto questo. È molto difficile trovare degli sponsor perché qui non si ha l’orecchio per i sport motoristici. D’altra parte, difficilmente sceglierei di andare in un club straniero. Qua ho la mia famiglia e tutto ciò che considero mio.

SUPPORTO

– Mia moglie è la persona che mi capisce di più. Lei ed i bambini sono il mio più grande supporto. Sono interessati al risultato e al numero di trofei che otterrò. Per quanto riguarda i preparativi, sono ancora troppo piccoli. Li piace tanto guardare le gare e fare il tifo.

IN COMPAGNIA

– Lo stare insieme in compagnia durante la gara è ciò che mi attrae di più. Allora c’è un effetto particolarmente positivo. In qualsiasi momento, tutti sono pronti ad aiutarti e persino a rimuovere pezzi della propria auto civile per aiutarti a finire la gara, che in altri sport non esiste. Poi ci rilassiamo dopo la gara in compagnia, con la fisarmonica e la tromba.