L’estate è il periodo in cui di passaggio si possono scoprire i talenti che non sono tanto noti. In una calda serata d’estate abbiamo sentito cantare un gruppo vivace vicino il mare. Il programma di musica improvvisato guidato da un intrattenitore eccezionale e un ottimo musicista che ha cantato una lista di successi di genere diverso secondo le richieste dei presenti, ed in ogni pausa ha scherzato con un paio di storielle, anche sul proprio conto. Tranne ad essere rimasti sorpresi dalla sua animazione, ci ha colpito anche il suo styling. Si tratta di Aleks Nadišić, modesto insegnante di chitarra della Scuola di musica Ivan Matetić-Rongov a Pola, presidente e conduttore dei corsi di musica in una sezione di programmi culturali e artistici in Okuda ISTRIA, conduttore dei corsi di musica del Laboratorio di musica a Rovigno ed altrettanto il fondatore del Concorso internazionale di chitarra per la chitarra classica Pula Guitar Fest, che ha celebrato quest’anno la sua settima edizione, in cui ha presentato un gran numero di bambini di talento provenienti da tutta l’Europa e professori di chitarra eminenti che hanno valutato il talento dei concorrenti.

Impressionati dal suo spirito allegro, gli abbiamo chiesto un po’ sull’importanza dello styling per gli artisti, come si ricorda un certo numero di testi delle canzoni e come distingue la buona musica da quella meno buona.

STYLING DELL’ARTISTA

– Lo styling è sicuramente una parte importante dell’arte ma anche oltre. Direi che è un elemento importante che ha un certo peso e che parla molto della personalità e del carattere di noi stessi.

MEMORIZZAZIONE DEI TESTI DELLE CANZONI

– Con il passare degli anni d’esperienza, pratica, formazione e parte teorica portano alla pura automazione. Posso confrontarlo con la scuola di guida, dove devi fare un sacco di lavoro prima di muoverti ed imparare tutte le regole e la segnaletica del traffico. Onestamente, all’inizio pensavo che non riuscirò mai a memorizzare tutto quello che serve, e oggi mi siedo e guido dal punto A al punto B senza problemi.

MUSICA BUONA O MENO BUONA

– Nel mondo dell’arte, si realizzano di continuo nuove collaborazioni, idee e organizzazioni di attività musicali pubbliche, concerti, seminari, azioni umanitarie, eventi culturali, festival ed eventi, e per questo è difficile mettere un accento particolare su un evento rispetto a tutto ciò che è stato realizzato negli anni a ritroso, forse l’invito alla Winter Music Conference, (IDMA – International Music Awards). È anche molto difficile mettere da parte dei musicisti preferiti, quasi impossibile. Specialmente per quelli di noi che si occupano, oltre alla musica libera, della musica classica, questo la ricerca dei preferiti è notevolmente più ampia, perché risale al Rinascimento, Barocco, Classicismo, Romanticismo, e continua fino ad oggi. Effettivamente molte opere di qualità, composizioni e canzoni, davvero non riesco a sistemare nulla. Ogni periodo e ogni genere musicale porta la sua bellezza, i valori e le sfide. Forse per noi musicisti è molto più importante sapere riconoscere la qualità del mainstream istantaneo destinato ad una massa più ampia. Per me non c’è più buona o cattiva musica, per me è solo musica, pura, onesta, sensibile, fluida, che mi conquista in un modo discreto e provoca in me certe reazioni, sentimenti o emozioni, a seconda del momento, la situazione e il periodo della vita.