Credete nei miracoli? Siete consapevoli che anche voi siete stati un miracolo da quando siete nati? Possiamo essere paragonarci a certe persone, ma siamo tutti unici. Non c’è nessuno che vi sia completamente uguale. Abbiamo tutti un aspetto diverso, un punto di vista diverso, dei sogni diversi. Qualcuno parla di sogni, altri li vivono. Un esempio di come si vivono i sogni ci è stato dato da Iva Štiković che, godendo nella sua passione sportiva, ha incontrato Kristijan Barbić che è diventato l’amore della sua vita. Hanno deciso di avere un bambino insieme, e la loro bambina li ha sorpreso in un modo che ha regalato a Kristijan un’esperienza del tutto particolare mentre aiutava Iva con il parto in casa.

L’INCONTRO DURANTE LA PARTITA

I.Š. – Ci siamo incontrati in un caffè guardando la partita della Croazia durante il Campionato europeo di calcio. Sapeva allora dirmi che mi guardava sempre quando attraversavo la strada perché gli piaceva come camminavo. Mi ha inviato una richiesta d’amicizia su Facebook, seguita da una facile corrispondenza che si è messa poi in sospeso fino al mio compleanno, quando abbiamo iniziato a condividere messaggi legati a delle questioni di vita più serie. L’anno scorso, durante una partita di Poreč Major, siccome ero a lungo in pallavolo, ero seduta al tavolo degli allenatori. Quando mi sono girata ho visto Kristijan con mio cugino, mi ha detto che è una benedizione vedermi così bella. Alla fine della serata, con tutte le celebrazioni, siamo rimasti soli, così Kristijan mi ha suggerito di andare a mangiare qualcosa insieme, lui ha proprio sempre la voglia di mangiare. Anche se è una persona che non chiacchiera molto, quella sera parlava molto ed era davvero una buona compagnia. Mentre camminavamo in riva al mare, mi baciò. Tutto è praticamente iniziato dopo quella serata.

SOGNO, SCHERZI, DESIDERIO E NAUSEA

I. Š. – Tre giorni prima del parto, mia madre mi ha chiamato di mattina per avvertirmi perché aveva avuto un brutto sogno. Mi ha descritto che si è vista nel sogno come aveva partorito in casa, il cordone ombelicale era da tutte le parti in casa e il dottore non arrivava. Un paio di giorni prima di quel sogno, mio padre scherzava come avrei partorito in casa. Poi, sabato abbiamo deciso di trovare il modo più veloce per arrivare alla clinica di maternità di Fiume. Kristijan ha espresso il desiderio che vorrebbe che la bambina nascesse di domenica. La domenica mattina ho iniziato ad andare spesso al bagno. Sentivo costantemente dei colpi nello stomaco, ma abbiamo pensato che fosse a causa della carne che abbiamo mangiato il giorno prima, perché anche Kristijan aveva la nausea.

PARTO IN CASA

K. B. – In un dato momento non si muoveva più. Mi ha detto di chiamare l’emergenza, ma siccome ne siamo vicini ho pensato di portarla personalmente con la macchina. Ma allora mi preso fortemente con la mano e con la testa si è appoggiata su di me e non poteva più muoversi. Sono riuscito in qualche modo a chiamare l’emergenza, e poi l’ho sentita gridare perché la testolina era già fuori. In quella situazione, la prima cosa che mi ha venuta in mente era di scappare da tutto, ma allora ho sentito un qualcosa di più forte. In questa situazione allo stesso tempo piangi e ridi. La ho preso per la schiena ed ho afferrato leggermente la testa di Nora. Dieci minuti dopo, è stata arrivata l’emergenza, ha tagliato il cordone ombelicale e vestito Nora. È una bella sensazione essere un padre. Ora che Nora è qui, tutto è concentrato su di lei.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *