Una delle giocatrici di pallavolo più accattivanti della Squadra femminile nazionale della Croazia Rene Šain non ha lasciato che le critiche degli altri interrompano la sua strada sportiva. Molti hanno sospettato che per lei non è la pallavolo per la sua altezza, ma la forza del suo carattere, la sua energia e la natura assolutamente positiva, ha mostrato ai critici come la belva di pallavolo del suo spirito è in grado di raggiungere dei risultati eccezionali.

Abbiamo usato il suo soggiorno a Parenzo ed abbiamo parlato con lei su una delle più belle terrazze istriane dove insieme a dei simpatici camerieri abbiamo scoperto i progressi che Rene ha fatto durante la permanenza nella Repubblica Ceca, come vede sé stessa durante il gioco, come risponde alle critiche, qual’è per lei il premio più dolce e cos’è in realtà la pallavolo per lei.

PROGRESSI NELLA REPUBBLICA CECA

– Ho finito con la Repubblica Ceca dopo due stagioni. Posso dire che là ho progredito molto per quanto riguarda la tecnica del gioco, ma anche mentalmente questa permanenza mi ha aiutato tanto. Oltre a provare il gioco, ho imparato la loro lingua e penso che questo sia un altro vantaggio. Il mio obiettivo è di andare in Germania e spero che sarà raggiunto molto presto. Dipende da come uno è fatto, ma il gioco all’estero, apre molte porte, si incontrano un sacco di nuove persone e si può davvero imparare tanto dalle altre persone. Non avrei mai immaginato d’avere delle amiche nella Repubblica Ceca. Ho fatto amicizia con le ragazze con cui ho giocato e anche se me ne sono andata, abbiamo deciso di rimanere in contatto e che loro mi verranno a trovare.

RENE DURANTE IL GIOCO

– Durante il gioco, sono matta. Salto, grido, amo quell’energia e la positività. Durante le analisi delle partite, che ritengo che sia molto importante se vogliamo progredire, quando guardo me stessa come gioco, sto pensando di non essere molto normale, ma penso che sia un lato di me. Mi piace la palla e quando inizia il gioco in me si attiva un fervore indescrivibile e semplicemente folle e mi butto subito in gioco.

LE CIRCOSTANZE INTORNO LE CRITICHE

– C’è sempre una buona critica costruttiva. Mi fa piacere quando gli altri mi dicono laddove ho sbagliato che quando lo vedo da sola. Riesco a vedere dove sto sbagliando, ma mi fa più piacere ricevere le critiche da mia madre. Lei mi ha insegnato ad ascoltare sempre le critiche d’altrui, ma ascoltare sempre sé stessa e credere che posso fare quello che voglio fare. Ci sono molte circostanze che si nascondono intorno ad una critica, e la gente non dovrebbe dare tutto per scontato. Nessuno sa cosa sta succedendo nella mente della persona in quel momento.

IMPORTANTE È PREMIARE

– Mi nutro in un modo sportivo, ma, come tutti, ho momenti in cui ho bisogno di qualcosa di dolce, e per questo mi porto sempre qualcosa di dolce con sé. A volte questo dolce viene pratico come ricompensa per tutte le cose che facciamo durante la settimana, mese od anche durante l’anno. È l’uomo deve premiare sé stesso, ma ovviamente non esagerare. Il premio psicologico più grande per me è un complimento. Quando mi fanno un complimento per un buon lavoro, anche se sono consapevole di aver fatto un buon lavoro, sono contenta di sentirlo da parte degli altri, in particolare da mia madre e dall’allenatore. Chi non è felice di ricevere un complimento?!

PALLAVOLO COME OBBLIGO

– La pallavolo per me non è un hobby. Posso definire quello che faccio quello come un lavoro. Tutti gli atleti professionisti giocano all’estero per una somma di denaro dalla quale possono vivere. La mia giornata lavorativa inizia dalla mattina con un allenamento e dopo la pausa, durante il pomeriggio, devo svolgerne un altro. Metto tutta la mia attenzione sulla pallavolo e tutto è subordinato ad esso. Per me si tratta di un obbligo come per gli altri che svolgono un altro lavoro. Gli allenamenti sono tutti i giorni, abbiamo le partite che dobbiamo giocare e non hanno tempo di occuparsi di qualcos’altro.

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