Avete guardato da piccoli i film dove il ruolo principale aveva Bruce Lee? Aveto immaginato di fare i movimenti di karate? Sapete come controllare i movimenti del vostro corpo?

Queste sono le domande che abbiamo posto al famoso allenatore istriana Mirko Banović dal Karate Club Finida che è anche il rappresentante della Federazione Karate Istriana.

Attraverso il suo lavoro, Mirko ha contribuito alla formazione della personalità sportiva di molte generazioni nel campo del karate. Mirko è riuscito ad introdurre con successo la disciplina orientale che richiede persone di impegno fisico e mental in uno dei segmenti della cultura istriana e di sotto potete leggere quello che Mirko ci ha detto del suo percorso di allenatore e quanto il karate sia uno sport sicuro, un suo confronto riguardo le generazioni ed un piccolo consiglio per l’esercizio quotidiano.

DA BRUCE LEEA A KARATE CLUB

– È iniziato dai tempi in cui ognuno aveva le proprie possibilità di divertimento ed allenamento. Le generazioni precedenti sono state diverse dalle generazioni di oggi. Il tempo si passava la maggior parte del tempo ad aria aperta, giocando e progettando i giochi. Ci facevamo le pistole di legno, gli archi e le frecce, passavamo il tempo nella natura, giocando a cowboy e cose simili. Guardando i film, dove all’epoca era attuale Bruce Lee, e siccome mi piacevano le arti marziali, ho iniziato ad allenarmi subito quando si è presentata la prima occasione. Sono arrivato a Parenzo già realizzato a riguardo. A quel tempo, tutto ciò non era ancora sviluppato. Non ha funzionato ancora bene, né nel modo ricreativo né in quel competitivo. C’è stato un tempo in cui non mi allenavo affatto, c’era anche l’obbligo militare. Ma comunque facevo sempre qualcosa, così ho ripetuto alcune tecniche a casa e mia figlia siccome mi osservava, ha espresso il suo desiderio di volerlo fare. Ho trovato un club a Parenzo e ho iniziato a collaborare con lui, e cinque anni dopo ho fondato il Karate Club Finida. Da allora, è in continua evoluzione e posso dire di essere soddisfatto dei risultati. C’è un gran numero di giovani che sono stati addestrati sia per il karate ma anche per alcune situazioni della vita.

GENERAZIONE DELL’ORO

– Con l’arrivo delle nuove generazioni e sono diverse in relazione allo sport. La generazione di mia figlia era una generazione d’oro. Lavoravano, sapevano cosa volevano e non c’erano problemi con loro. Erano regolari e persistenti, andavano alle competizioni e poi i loro genitori non interferivano troppo nell’allenamento e nelle competizioni. Oggi i genitori sono sempre più protettivi nei confronti dei bambini e sono piuttosto sensibili. Per ognuno si deve utilizzare un metodo individualmente per ottenere il potenziale da loro. Prima i bambini erano molto più indipendenti e sono diventati delle persone più mature ed esperte, anche se i bambini di oggi stanno anche sperimentando una trasformazione evolutiva sicome il karate crea una persona psicologicamente e fisicamente matura.

APPROCCIO ADEGUATO

– L’allenatore è anche un modulatore del comportamento di un bambino. Ci sono molti diversi esempi che stiamo affrontando. È principale l’educazione che viene da casa e che si vede subito durante gli allenamenti. Ci sono individui che sono iperattivi e non hanno la concentrazione, noi cerchiamo di coinvolgerli in vari modi e posso dire che abbiamo degli ottimi risultati. Cerchiamo sempre di essere abbastanza pazienti. Con i giovani istruttori non ho molta esperienza tranne con mia figlia che si esercita nel club. Ha un approccio abbastanza corretto che è fondamentale per la formazione, perché in contrario si favorisce l’anarchia in cui si stabilisce un’atmosfera in cui è difficile a lavorare. È un temperamento molto importante per un allenatore da preparare in modo pedagogico. Cerchiamo di non danneggiare nessuno dei membri con qualche approccio sbagliato. Abbiamo un gruppo di scuola materna karate, dove ci sono i bambini di tre anni e mezzo che hanno bisogno di essere ben seguito in quello che fanno. Bisogna trovare un modo per avvicinarsi a loro ed interagire attraverso i vari esercizi utilizzando una dose di serietà. È necessario coordinarli in modo che loro siano soddisfatti con il risultato finale.

LE REGOLE CHE DEVONO ESSERE RISPETTATE

– Nel karate ci sono regole che devono essere rispettate. In caso contrario, vengono applicate le sanzioni ed avvertimenti e certe volte persino la squalifica finale. Il karate è uno sport in cui il partecipante è protetto al 100%. Qualsiasi tipo di contatto è vietato in giovane età. Si allenano i movimenti controllati delle mani e dei piedi stabilendo un controllo del proprio corpo. La testa è rigorosamente protetta. Anche per i gruppi più grandi, i senior, tutto è nuovamente controllato. Se uno non si attiene al controllo, riceve l’avviso, poi un secondo avvertimento, ed infine l’estrema sanzione quando il concorrente viene squalificato e poi vince colui che è stato contattato. Con i kata non c’è paura di ferirsi. Il concorrente esce da solo e mostra le proprie conoscenze tecniche. I kata aiutano parecchio a coloro che devono ancora lavorare sulla propria fiducia. Il karate è uno sport molto interessante in cui uno non deve esercitarsi da solo perché ci sono gare individuali e quelle di squadra. Nelle prime fasi di sviluppo, i ragazzi spesso si sentono più sicuri quando gareggiano con la squadra. In una squadra ci sono tre atleti che si danno un supporto reciproco.

CONSIGLIO PER L’ESERCIZIO QUOTIDIANO

– Ogni giorno si dovrebbero fare degli esercizi per almeno mezz’ora e questo tutti lo possono fare. Si devono solo trovare le informazioni dalla fonte giusta su cosa si deve fare. Con le persone bisogna lavorarci, seguirle ed educarle su cosa ed in che modo lo devono fare.

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