Non c’è niente d’interessante in queste serate autunnali a Pola, la città silenziosa, pioggia dopo pioggia, tutto è silenzioso e calmo, le donne già da tempo con i loro cappotti, e non poi nemmeno con l’occhio sbirciare se c’è una buona pollastrella in giro.

Pace e silenzio è quello che amo, ma adesso non mi va, non mi va bene per questa città, qui amo il caos ed il chiasso. Tutti in qualche modo stanno silenziosi, combattono con gli ombrelli e cammino per la città senza scambiarsi tante parole, tutti tra i propri pensieri.

Si possono leggere e capire i pensieri? Questo è quello che mi sto chiedendo.

Sono uscito fuori con una bella donna, per un semplice caffè. Pensavo siccome è atraente dopo il caffè di portarla a casa mia per accendere il fuoco tra di noi, Sembrava in qualche modo seducente, esperta e sessualmente affamanta, proprio secondo i miei gusti. Ed ebbe inizio il caffè con un tono rilassante, comincia a raccontare una storia, relativamente interessante, per poi allontanarsi con le parole spiritualmente e mentalmente. E se ne va completamente! Inizia a filosofare, entrare in alcuni argomenti che non capisce neanche da sola e blablabla, continua a parlare senza fermarsi, cerco di dire qualcosa, questa mi supera e cerca di sottopormi la sua verità. È una di quelle che hanno sempre ragione, che sa tutto ed insiste per la 10000 volta con la sua stupida domanda filosofica alla quale ho risposto ormai da tempo e allora mi rendo conto che non sono più presente, con i pensieri e gli sguardi stavo vaggando nel locale, cercando un interlocutore siccome il monologo di questa stupida neanche non lo sento più.

Lo sguardo mi s’è fermato sulla cameriera, lei correva da tavolo a tavolo, raccoglieva gli ordini, portava i caffè e non ha pace neanche per un secondo. Aveva solo un leggero make-up, ma anche il sorriso per ogni idiota a cui doveva spiegare quale birra è quella più fredda ed anche alle stupide con il caffè con il latte caldo e la schiuma fredda e viceversa. Con i miei pensieri ho penetrato dentro di lei, e lo sguardo era tutto il tempo su di lei e sui suoi movimenti, guardavo, una maglia da lavoro ed il grembiule dietro il quale si notava un corpo celeste, ed ogni curva era al proprie posto, non aveva dei seni grandi ma erano abbastanza sodi, era sottile ma vigorosa, certamente un atleta. Ed il sedere che si notava dietro al grembiule, era stupendo. E si mette un po’ da parte siccome non c’era più tanta gente, intreccia al lato il bar, con un occhio cattura il locale con l’altro il giornale, e con ogni nuovo foglio lecca il suo dito. Poi con i gomiti cerca di posizionarsi sul bar, è tutta inquieta con il suo bel sedere, non riesce ad avere pace, fa sempre qualcoa. I miei pensieri sono già da tempo a livello di una notte autunnale piena di caldo erotismo con il suono della pioggia che cade senza calmarsi.
In tutte le mie teorie, io me la farei, e tantissimo.

Ed ora che i miei pensieri sono andati avanti troppo lontano, i suoi movimenti sono come una melodia, lei è come una sirena, e non so nemmeno il suo nome, è la prima volta che la vedo, in realtà in questo caffè mi ha portato la parlatona che non ha ancora finito di parlare su di se e suoi risultati soprannaturali. In un breve panoramica del mondo terreno ed ascoltandola per qualche secondo, ho saputo che è riuscita a correre la mezza maratona a Lubiana, le ho dato subito il sostegno a correre anche l’altro siccome è sicuramente l’unico modo di raggiungere l’orgasmo.
Mi sono nuovamente concentrato sulle bellezza con il vasoio, mordeva un bastoncino salato, e si è fermato quando ha capito che la guardavo, ci siamo guardati per un po’ di tempo, se si potrebbero leggere i pensieri, se si potrebbero condurre i pensieri in una certa direzione, allora questa sarebbe una pura passione verso una donna d’azione. Le ho sorriso ed ero sicuro che mi ha letto nel pensiero.

Chiedo allora alla chiacchierona che come ho capito ha venduto la sabbia a degli Arabi: “Mi tu ti disturbi?”
Improvvisamente scioccata e confusa ha detto di no, poi di si, certe volte di rado.
Le ho detto: “Lo devi fare di più, adesso devo andare, ci sentiamo, saluti.”

Mi alzo, vado a pagare, la piccola sapeva cosa fare, sullo scontrino ho ricevuto il suo numero e nella stessa serata è caduta la pioggia, e noi come nei pensieri, abbiamo avuto una calda notte erotica, nudi.

Secondo tutte le mie teorie qualcosa ha comunque fatto boom, e tanto.

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